Summary
Nell’antico Egitto i gatti erano amati, protetti e perfino venerati. Facevano la guardia alle case e ai granai contro ratti, topi e serpenti. Erano tenuti come animali di famiglia e raffigurati sotto le sedie dei loro padroni nelle pitture delle tombe. Erano sacri alla dea Bastet, e ucciderne uno era un reato grave. La parola egizia per gatto era miu, un’imitazione del suo verso.
Come i gatti arrivarono a vivere con l'uomo
Tutti i gatti domestici discendono dal gatto selvatico africano. La prova più antica di un gatto che viveva con l’uomo viene da Cipro, dove un gatto fu sepolto accanto a una persona circa 9.500 anni fa. In Egitto alcuni gatti furono sepolti in un cimitero d’élite a Ieracompoli intorno al 3700 a.C. Gli studi genetici fanno pensare che il gatto domestico si sia diffuso nel mondo antico in due ondate, una dal Vicino Oriente e una più tarda dall’Egitto: i gatti egizi sono quindi antenati di molti dei gatti che vivono oggi.
Gatti da lavoro e animali di famiglia
- Contro i parassiti: la ricchezza dell’Egitto era il grano, e i gatti lo proteggevano dai roditori. Uccidevano anche i serpenti, compresi cobra e vipere.
- Compagni di caccia: le pitture delle tombe mostrano gatti che saltano sugli uccelli nelle paludi di papiro accanto ai loro padroni.
- Animali domestici: i gatti portavano collari e orecchini, avevano un nome e sedevano sotto le sedie dei padroni durante i banchetti nelle scene delle tombe.
Lo storico greco Erodoto scrisse che quando moriva il gatto di casa, la famiglia si radeva le sopracciglia in segno di lutto.
Bastet e il gatto divino
Il gatto era l’animale sacro della dea Bastet, protettrice della casa, delle donne e dei bambini, il cui tempio sorgeva a Bubasti (Tell Basta) nel delta del Nilo. Bastet nacque come leonessa, come la feroce Sekhmet, e col tempo divenne la gatta più mite. Anche il dio sole Ra era raffigurato come il “Grande Gatto” che ogni notte uccide con un coltello il serpente Apopi, una scena dipinta nelle tombe di Deir el-Medina e nel Libro dei Morti.
Le mummie di gatti
I pellegrini dei templi di Bastet compravano gatti mummificati come offerte, e gli allevamenti dei templi li producevano in enormi quantità; le analisi mostrano che molti venivano uccisi giovani apposta. I cimiteri di Bubasti, Saqqara e Beni Hasan contenevano mummie di gatti a centinaia di migliaia. Nell’Ottocento ne furono dissotterrate così tante che nel 1890 un carico di circa 19 tonnellate fu venduto in Inghilterra come fertilizzante. Nel 2018 gli archeologi hanno trovato a Saqqara decine di nuove mummie di gatti, con statue di Bastet. Leggete di più in le mummie egizie e le mummie di animali.
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Vedi il viaggioUccidere un gatto era un reato
I gatti erano protetti dalla legge e dai costumi. Lo storico greco Diodoro Siculo, che visitò l’Egitto intorno al 60 a.C., racconta che un romano che aveva ucciso per sbaglio un gatto ad Alessandria fu linciato da una folla inferocita, anche se i funzionari del re cercarono di salvarlo. Quando una casa prendeva fuoco, aggiunge, gli egizi si preoccupavano più di salvare i gatti che di spegnere le fiamme.
Il Mau egiziano e i gatti in Egitto oggi
Il Mau egiziano, una razza maculata dagli occhi verdi, fu sviluppato da gatti di strada egiziani portati negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, e si dice spesso che somigli ai gatti delle pitture antiche. Oggi in Egitto i gatti sono ovunque: oziano nei vicoli di Khan el-Khalili, davanti ai templi e sui ponti delle barche sul Nilo, accuditi ancora da negozianti e vicini.
Vedete i gatti antichi con i vostri occhi al Museo Egizio, con le sue statue di Bastet in bronzo e le mummie di gatti, e al Museo della Mummificazione di Luxor.
I gatti egizi: domande frequenti (FAQ)
Perché i gatti erano importanti nell’antico Egitto?
Proteggevano il grano e le case dai roditori e dai serpenti, erano amati come animali domestici ed erano sacri alla dea Bastet.
Gli antichi egizi adoravano i gatti?
Non adoravano i gatti in quanto tali, ma li onoravano come immagini viventi di dee come Bastet, e offrivano mummie di gatti nei suoi templi.
Qual era la parola egizia per gatto?
Miu (o miut per la gatta), che imita il miagolio.
Che cosa succedeva se si uccideva un gatto nell’antico Egitto?
Era un reato gravissimo; gli scrittori greci riferiscono che si poteva perfino essere messi a morte.
Chi è la dea gatta egizia?
Bastet, protettrice della casa, delle donne e dei bambini, il cui centro era Bubasti nel delta del Nilo.
Che cos’è il Mau egiziano?
Una moderna razza di gatto maculato sviluppata da gatti di strada egiziani negli anni Cinquanta.































