Summary
Bastet era la dea gatta dell’antico Egitto, protettrice della casa, delle donne, dei bambini e del parto, e dea della gioia, della musica e della danza. Nacque come feroce dea leonessa e divenne a poco a poco una dea più dolce, raffigurata come una gatta o come una donna con la testa di gatta. La sua città, Bubasti nel delta del Nilo, ospitava una delle feste più grandi d’Egitto, e il suo culto spiega perché milioni di gatti furono mummificati e perché fare del male a un gatto era un reato grave.
Chi era Bastet?
Bastet, detta anche Bast, era figlia del dio sole Ra. Nei tempi antichi era una leonessa, una guerriera che proteggeva il re, vicina alla feroce Sekhmet. Col tempo, soprattutto dal I millennio a.C., fu raffigurata sempre più spesso come una gatta domestica, o come una donna con la testa di gatta, spesso con un sistro (un sonaglio sacro) in mano e i gattini ai piedi.
Le due dee erano viste come due facce di uno stesso potere: Sekhmet la leonessa furiosa, Bastet la gatta tranquilla. Leggete gli altri dèi in gli dèi dell’antico Egitto.
La dea della casa
- Protezione: come i gatti tenevano lontani serpenti, ratti e topi dalle case e dai granai, Bastet proteggeva la famiglia dal male e dalle malattie.
- Donne e bambini: vegliava sulla gravidanza, sul parto e sui bambini piccoli.
- Gioia e musica: amava la musica, la danza e le feste, come Hathor.
- Profumi: suo figlio Mahes era un dio leone, e lei era legata a profumi e unguenti.
Piccole statue di gatti in bronzo e amuleti a forma di gatto erano tra gli oggetti più comuni nelle case egizie.
La festa di Bubasti
Il centro di culto di Bastet era Bubasti (l’odierna Tell Basta, vicino a Zagazig nel delta). Sotto la XXII dinastia i re originari della città ne fecero una capitale reale e ricostruirono il suo tempio in granito rosso. Lo storico greco Erodoto, che la visitò nel V secolo a.C., descrisse la sua festa come la più grande d’Egitto: folle arrivavano in barca da tutto il paese cantando, battendo le mani e suonando il flauto, e lui sosteneva che lì si beveva più vino che in tutto il resto dell’anno.
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Vedi il viaggioGatti sacri e mummie di gatti
I gatti erano sacri a Bastet, e gli egizi li amavano. Quando moriva il gatto di casa, secondo Erodoto la famiglia si radeva le sopracciglia in segno di lutto. Uccidere un gatto, anche per sbaglio, poteva essere punito duramente: lo storico greco Diodoro racconta di un visitatore romano linciato dalla folla dopo aver ucciso un gatto.
A Bubasti e nel tempio di Bastet a Saqqara (il Bubasteion) gli archeologi hanno trovato immensi cimiteri di gatti mummificati, offerti alla dea dai pellegrini; molti erano allevati apposta negli allevamenti dei templi. Leggete di più in le mummie egizie e i sarcofagi e in i gatti nell’antico Egitto.
Dove vedere Bastet in Egitto
| Dove | Cosa vedere |
|---|---|
| Tell Basta (Bubasti), vicino a Zagazig | Le rovine del suo grande tempio e i cimiteri dei gatti |
| Saqqara | Il Bubasteion, dove dal 2018 sono state trovate centinaia di mummie e statue di gatti |
| Museo Egizio e Grand Egyptian Museum | Statue di gatti in bronzo, mummie e sarcofagi di gatti |
Bastet: domande frequenti (FAQ)
Di che cosa è dea Bastet?
Della casa, delle donne, dei bambini e del parto, della protezione dal male e dalle malattie, e della gioia, della musica e della danza.
Perché i gatti erano sacri nell’antico Egitto?
Proteggevano le case e il grano da serpenti e roditori, ed erano l’animale sacro di Bastet.
Bastet e Sekhmet sono la stessa dea?
Erano legate: Sekhmet era la leonessa feroce e Bastet la gatta mite, due facce dello stesso potere divino.
Dove si venerava Bastet?
Soprattutto a Bubasti, nel delta del Nilo, sede di una delle feste più grandi dell’antico Egitto.
Gli egizi mummificavano i gatti?
Sì, a milioni, soprattutto come offerte a Bastet in templi come quelli di Bubasti e Saqqara.































