Summary
I geroglifici egizi sono i segni-immagine che gli antichi egizi usarono per scrivere la loro lingua per più di 3.500 anni, dal 3200 a.C. circa al 394 d.C. Il nome è greco e significa “incisioni sacre”; gli egizi li chiamavano medu netjer, “le parole del dio”. Pur sembrando disegni, i geroglifici erano un sistema di scrittura completo: quasi tutti i segni stavano per suoni, altri per parole intere o idee. Furono dimenticati per circa 1.400 anni, finché la Stele di Rosetta aiutò Jean-François Champollion a decifrarli nel 1822.
Come funzionano i geroglifici
La scrittura egizia classica usava tra i 700 e i 1.000 segni comuni, divisi in tre gruppi:
- Segni fonetici (fonogrammi): la maggior parte dei segni sta per una, due o tre consonanti. Una bocca è r, la pianta di una casa è pr, uno scarabeo è ḫpr.
- Segni-parola (logogrammi): un’immagine che sta per la cosa stessa, di solito seguita da una breve lineetta: un sole con la lineetta significa “sole” (ra).
- Determinativi: segni muti alla fine di una parola che ne indicano la categoria, come un uomo seduto per i nomi maschili o due gambe in cammino per i verbi di movimento.
La scrittura egizia non indicava le vocali: per questo gli studiosi scrivono nfr (“buono, bello”) e per questo i nomi hanno più grafie, come Ramses, Ramesse e Ramesses.
L'alfabeto geroglifico
Ventiquattro segni stavano ciascuno per una sola consonante. Gli egizi non li usarono mai come un vero alfabeto, ma sono il punto di partenza di ogni principiante, e i segni con cui si scrive il vostro nome su un cartiglio-souvenir:
| Segno (cosa rappresenta) | Gli studiosi scrivono | Suona più o meno come |
|---|---|---|
| Avvoltoio egizio | ꜣ | a (con un colpo di glottide) |
| Giunco fiorito | i | i / y |
| Avambraccio | ꜥ | a (gutturale, “ayin”) |
| Pulcino di quaglia | w | u / w |
| Piede | b | b |
| Sgabello | p | p |
| Vipera cornuta | f | f |
| Civetta | m | m |
| Acqua | n | n |
| Bocca | r | r (più tardi anche l) |
| Riparo di canne | h | h aspirata |
| Lino ritorto | ḥ | h enfatica |
| Placenta (setaccio) | ḫ | kh, come nel tedesco “Bach” |
| Ventre di animale | ẖ | un kh più morbido |
| Chiavistello | z | s / z |
| Stoffa piegata | s | s |
| Vasca | š | sc, come in “scena” |
| Pendio | q | q (k in fondo alla gola) |
| Cesto con manico | k | k |
| Supporto per giara | g | g dura |
| Pagnotta | t | t |
| Corda per legare | ṯ | c dolce, come in “ciao” |
| Mano | d | d |
| Cobra | ḏ | g dolce, come in “giorno” |
In che direzione si leggono i geroglifici?

I geroglifici possono andare da destra a sinistra, da sinistra a destra o in colonne dall’alto in basso. La regola è semplice: si legge andando verso i volti. Persone, uccelli e animali guardano tutti verso l’inizio della riga, quindi se guardano a sinistra si comincia da sinistra. Gli scribi cambiavano spesso direzione per adattarsi alla parete, così che le figure di un testo guardassero il dio o il re a cui era dedicato.
I cartigli: i nomi dei re

Il cartiglio è l’anello ovale tracciato attorno a un nome reale; il termine viene dal francese cartouche, cartuccia. Rappresenta un anello di corda, segno di eternità e del re che governa “tutto ciò che il sole circonda”. I re avevano cinque nomi; i due più importanti, il nome di trono e il nome di nascita, si scrivevano nei cartigli. Riconoscere i cartigli è il modo più facile per sapere in quale tempio vi trovate. Ramses II incise i suoi ovunque; leggete Ramses II.
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Vedi il viaggioIeratico, demotico e copto
I geroglifici erano lenti da scolpire e da dipingere, così gli scribi usavano anche scritture più veloci e corsive:
- Ieratico: una forma corsiva dei geroglifici scritta a inchiostro su papiro, usata per lettere, conti e testi religiosi fin dai tempi più antichi.
- Demotico: una scrittura ancora più rapida, in uso dal 650 a.C. circa per i documenti di tutti i giorni.
- Copto: l’ultima fase della lingua egizia, scritta con l’alfabeto greco più alcuni segni presi dal demotico. Sopravvive ancora oggi nella liturgia della Chiesa copta.
L’ultima iscrizione geroglifica datata fu incisa nel tempio di File il 24 agosto 394 d.C.
La Stele di Rosetta e Champollion
Nel 1799 alcuni soldati francesi che ricostruivano un forte vicino a Rashid (Rosetta), nel delta del Nilo, trovarono una lastra spezzata di granodiorite scura incisa con lo stesso decreto, emanato nel 196 a.C. per il re Tolomeo V, in tre scritture: geroglifica, demotica e greca. Poiché gli studiosi sapevano leggere il greco, la stele offriva una chiave per le altre due. Passò agli inglesi nel 1801 ed è al British Museum dal 1802.
Lo studioso inglese Thomas Young fece i primi progressi con i nomi reali. Poi Jean-François Champollion, che conosceva anche il copto, dimostrò che i geroglifici mescolavano segni fonetici e segni-parola, e annunciò la sua decifrazione a Parigi nel settembre 1822. L’egittologia moderna comincia con la sua lettera. Pochi anni dopo, nel 1824, Champollion lavorò a Torino sulla collezione Drovetti, appena acquistata dai Savoia, che divenne il nucleo del Museo Egizio.
Dove vedere i geroglifici in Egitto
- Saqqara: i Testi delle Piramidi dentro la piramide del re Unas, scolpiti intorno al 2350 a.C., i più antichi testi religiosi del mondo. Vedete Saqqara e la piramide a gradoni.
- Luxor: le colonne del tempio di Karnak e le tombe reali dipinte della Valle dei Re.
- Tra Luxor e Assuan: i templi tardi di Esna, Edfu, Kom Ombo e Dendera, le cui pareti sono coperte di migliaia di segni.
- Il Cairo: il Museo Egizio e il Grand Egyptian Museum, pieni di statue, stele e sarcofagi iscritti.
Una buona guida egittologa vi insegnerà a riconoscere nomi e parole comuni in pochi minuti. Imparate i segni più comuni in i simboli dell’antico Egitto, l’ankh e l’occhio di Horus.































