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Il Museo Nubiano di Assuan è il museo più importante dedicato alla storia, alla cultura e alla civiltà del popolo nubiano: una civiltà africana antica, con lingua, tradizione artistica e storia politica proprie, fiorita lungo il Nilo a sud di Assuan per oltre quattromila anni, la cui terra è stata sommersa per sempre dal lago Nasser dopo la costruzione della Grande Diga di Assuan negli anni Sessanta. Aperto nel 1997 e insignito dell’Aga Khan Award for Architecture, è costruito dentro un fianco di granito con arenaria locale e motivi dell’architettura nubiana tradizionale: l’edificio è esso stesso una dichiarazione di identità e di orgoglio culturale.
La collezione copre la storia nubiana dalla preistoria ai periodi faraonico, meroitico, cristiano e islamico, fino alla comunità nubiana di oggi in Egitto e in Sudan. Comprende reperti dagli scavi di salvataggio UNESCO degli anni Sessanta, che precedettero l’allagamento della Nubia, modelli e fotografie dei villaggi sommersi, esempi di architettura domestica nubiana tradizionale, decorazioni pittoriche delle case, strumenti musicali, gioielli, abiti e oggetti d’uso: è uno dei pochi musei che conserva la cultura materiale viva di una comunità dispersa accanto al suo patrimonio antico.
Nel giardino ci sono una grotta con arte rupestre antica, elementi architettonici nubiani originali — portali decorati e intonaci dipinti trasportati dai villaggi prima dell’allagamento — e sculture all’aperto: un percorso esterno che completa le sale interne.
La civiltà nubiana si sviluppò lungo il Nilo a sud di Assuan almeno dall’8000 a.C. e produsse una successione di stati potenti: il regno di Kerma (2500-1500 a.C. circa), il regno napateo di influenza egizia (900-270 a.C. circa) e il regno meroitico indipendente (270 a.C.-350 d.C. circa), che aveva una propria scrittura, costruì piramidi proprie e mantenne ampie reti commerciali verso l’Africa subsahariana e il Mar Rosso.
La costruzione della vecchia diga di Assuan nel 1902 e i successivi innalzamenti del 1912 e del 1933 cominciarono ad allagare stagionalmente parti della Bassa Nubia. La costruzione della Grande Diga fra il 1960 e il 1970 portò all’allagamento permanente di quasi tutta la terra nubiana: circa centomila persone furono trasferite dai villaggi degli avi — oggi sotto cinque-quindici metri d’acqua del lago Nasser — verso nuovi insediamenti ad Assuan e a Kom Ombo. La campagna UNESCO per i monumenti nubiani (1960-1980) salvò circa ventiquattro templi e monumenti, ma i villaggi, i campi, i cimiteri e il paesaggio culturale orale andarono perduti.
Il Museo Nubiano nasce direttamente da quella perdita: un progetto di recupero e di documentazione culturale realizzato con il sostegno del governo egiziano e dell’UNESCO. Nel 2001 ha ricevuto l’Aga Khan Award for Architecture per la qualità del progetto e per il modo in cui unisce architettura contemporanea e identità nubiana.
Un percorso cronologico su diecimila anni di civiltà nubiana: dall’arte rupestre preistorica ai regni di Kerma, Napata e Meroe, fino alla comunità nubiana di oggi.
Modelli, fotografie e materiale d’archivio sui villaggi nubiani oggi permanentemente sommersi dal lago Nasser: uno degli allestimenti più commoventi di tutti i musei egiziani.
Decorazioni pittoriche delle case, gioielli, tessuti, strumenti musicali e oggetti d’uso della comunità nubiana prima dell’allagamento: una tradizione viva, fisicamente distrutta e qui conservata.
Nel giardino ci sono portali decorati e intonaci dipinti originali, spostati dai villaggi prima dell’allagamento: un archivio all’aperto di architettura vernacolare.
Una grotta naturale nell’area del giardino conserva arte rupestre antica della regione nubiana, e dà accesso diretto alla dimensione preistorica di quel paesaggio culturale.
Packages travelling to Assuan, where Il Museo Nubiano: omaggio a un patrimonio sommerso is located.
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