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Via al-Muizz è l’asse nord-sud principale del Cairo islamico medievale: corre per circa un chilometro da Bab al-Futuh, la porta della conquista, a nord, fino a Bab Zuweila a sud, ed è quello che molti storici dell’architettura definiscono il più grande museo a cielo aperto di architettura islamica al mondo. Fu tracciata nel decimo secolo come asse cerimoniale della città reale fatimide di al-Qahira e ha accumulato monumenti di età fatimide (969-1171), ayyubide (1171-1250), mamelucca (1250-1517) e ottomana (1517-1798) in una densità tale che praticamente ogni edificio lungo il suo percorso ha rilevanza storica.
Percorrerla per intero da una porta all’altra significa passare davanti alla Moschea di al-Hakim, alla Moschea di al-Aqmar, al complesso di Qalawun, a quello di Barquq, alla Moschea di al-Mu’ayyad, al quartiere di Bein al-Qasrein e a decine di moschee minori, madrase, khanqah sufi, caravanserragli e case private: un archivio cronologico della storia architettonica islamica visibile nei materiali originali, senza vetrine. L’iscrizione del Cairo fra i siti patrimonio dell’umanità UNESCO, nel 1979, riguardava proprio questa concentrazione di monumenti.
La strada è insieme sito archeologico e spazio urbano vivo: al piano terra lavorano botteghe artigiane, droghieri, ramai e caffè, sotto le facciate medievali. La sera, con i monumenti illuminati e i venditori in attività, al-Muizz è una delle passeggiate più vive e più particolari d’Egitto.
Via al-Muizz nacque come via processionale reale della città fatimide di al-Qahira, fondata nel 969 dal generale Jawhar al-Siqilli dopo la conquista fatimide dell’Egitto. In origine la città era un recinto fortificato per la famiglia reale, la corte e l’esercito: i cairoti comuni vivevano nel più antico insediamento di Fustat, a sud. La strada principale, intitolata al califfo fatimide al-Muizz li-Din Allah, correva fra i due complessi palaziali.
Quando la città si sviluppò e si aprì alla popolazione, sotto il califfo al-Amir nell’undicesimo secolo, la strada divenne un’arteria commerciale e istituzionale. Ogni dinastia successiva vi aggiunse i propri edifici: gli ayyubidi le madrase, per promuovere l’ortodossia sunnita dopo il periodo fatimide; i mamelucchi i grandi complessi funerari, come espressione di potere politico; gli ottomani le wikala, cioè i magazzini commerciali, e moschee minori.
Nel 1998 il governo egiziano le ha restituito il nome antico, in riconoscimento del suo valore architettonico, e l’ha trasformata in zona pedonale. Un grande progetto di restauro e illuminazione dei primi anni Duemila ha installato luci discrete sui monumenti principali, facendone una delle mete serali più frequentate del Cairo.
Le porte fatimidi alle due estremità (1087): quella nord affiancata da due massicce torri rotonde, quella sud sormontata dai minareti della Moschea di al-Mu’ayyad.
Il magnifico complesso mamelucco del Duecento del sultano Qalawun, con moschea, madrasa e ospedale: uno dei più grandi insiemi architettonici del mondo islamico medievale.
La più bella facciata di moschea fatimide rimasta (1125), con i medaglioni in calcare intagliato e il portale a muqarnas: la prima facciata decorata rivolta alla strada in Egitto.
La zona «fra i due palazzi», dove sorgeva il doppio complesso palaziale fatimide, oggi occupata da un gruppo di monumenti mamelucchi fra cui i complessi di Barquq e di al-Nasir Muhammad.
Al tramonto i monumenti di pietra vengono illuminati con discrezione mentre botteghe artigiane e banchi di cibo restano in attività: la passeggiata più bella del Cairo islamico.
Packages travelling to Il Cairo, where Via al-Muizz is located.
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