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Dahshur è una necropoli reale circa 40 km a sud del Cairo, sull’altopiano desertico a ovest del Nilo. Conserva alcune delle piramidi architettonicamente più importanti d’Egitto — la Piramide Romboidale e la Piramide Rossa, entrambe costruite dal faraone Snefru nella IV dinastia — oltre a un gruppo di piramidi del Medio Regno erette dai faraoni della XII. Messe insieme, queste costruzioni raccontano il passaggio dalla piramide a gradoni alla piramide vera, a facce lisce.
A differenza di Giza, Dahshur riceve pochi visitatori, e l’esperienza è di natura diversa: deserto aperto, nessuna folla e la rara possibilità di entrare negli interni delle piramidi praticamente senza fila. La Piramide Rossa, in particolare, permette di scendere 62 metri lungo un corridoio interno ripido e di stare nella camera funeraria, uno dei più grandi ambienti interni antichi accessibili al pubblico in Egitto.
La parte del Medio Regno, più a sud, conserva i nuclei in mattoni crudi delle piramidi di Amenemhat II, Sesostri III, Amenemhat III e altri. Sono meno scenografiche di quelle della IV dinastia, ma documentano il passaggio alla costruzione in mattoni crudi e la crescente complessità dei complessi piramidali del Medio Regno.
Dahshur fu usata come necropoli reale per la prima volta sotto Snefru, fondatore della IV dinastia (2613-2589 a.C. circa). Qui costruì due grandi piramidi: la Romboidale, riconoscibile per il suo profilo a doppia inclinazione, e la Rossa, la prima piramide geometricamente vera mai portata a termine. Questi due monumenti risolsero i problemi strutturali della costruzione a facce lisce con cui gli architetti precedenti si erano scontrati a Meidum.
Nel Medio Regno (2055-1650 a.C. circa) diversi faraoni della XII dinastia scelsero Dahshur per i propri complessi funerari. La Piramide Nera di Amenemhat III, costruita con un nucleo in mattoni crudi e un rivestimento in calcare, crollò già nell’antichità ma si alza ancora in modo imponente sulla piana. La tomba della principessa Neferu-Ptah, scavata poco distante, conteneva uno dei corredi di gioielli del Medio Regno più completi mai ritrovati.
L’archeologo francese Jacques de Morgan condusse i primi scavi sistematici a Dahshur fra il 1894 e il 1895, e scoprì il cosiddetto tesoro di Dahshur: una raccolta di gioielli reali appartenuti a principesse della XII dinastia, oggi divisa fra il Museo Egizio del Cairo e il Metropolitan Museum of Art di New York.
La prima piramide vera d’Egitto e la terza per dimensioni: si scende 62 metri fino alla camera funeraria, uno degli interni piramidali più accessibili del paese.
Il profilo unico a doppia inclinazione e il rivestimento originale in calcare quasi intatto; l’interno è tornato visitabile nel 2019 dopo decenni di chiusura.
Una piramide in mattoni crudi fortemente erosa, alta ancora 35 metri, il cui colore scuro la distingue nettamente dai monumenti in calcare della IV dinastia lì vicino.
Con pochi altri visitatori, Dahshur offre l’esperienza rara di stare da soli davanti a monumenti antichi di prima grandezza, in un paesaggio desertico davvero silenzioso.

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