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Il tempio di Kalabsha è il più grande tempio antico isolato della Nubia e uno dei monumenti di età romana meglio conservati d’Egitto. Costruito in origine vicino all’antica Talmis, nella Bassa Nubia, circa cinquanta chilometri a sud di Assuan, era dedicato a Mandulis — divinità solare nubiana identificata con Horus — oltre che a Osiride e a Iside. Fu spostato su un’isola artificiale vicino alla Grande Diga durante la campagna UNESCO per la Nubia, fra il 1963 e il 1968, con un’operazione finanziata ed eseguita dalla Germania Ovest.
Piloni esterni, cortile porticato, sala ipostila e santuario sono sopravvissuti quasi intatti. Le torri del pilone sono alte circa dodici metri, di proporzioni classiche, e il deambulatorio esterno conserva iscrizioni di epoche diverse, fra cui un notevole testo greco di età bizantina. Una scala ripida dentro la torre del pilone porta alle terrazze sul tetto, da cui si vede tutto il bacino della diga.
Sull’isola ci sono altri due monumenti trasferiti: Beit el-Wali, un tempio dei primi anni di Ramses II, e il chiosco di Qertassi, un delicato padiglione aperto di età romana con colonne sottili. Tre monumenti di dinastie diverse su una sola isoletta raggiungibile solo in barca fanno di Nuova Kalabsha una delle mezze giornate più belle da Assuan.
Il tempio di Kalabsha fu costruito sotto Augusto (30 a.C.-14 d.C. circa) sopra un precedente santuario della XVIII dinastia attribuito ad Amenofi II, e fu ampliato da diversi successori, fra cui Tiberio, Caligola e Traiano. La dedica a Mandulis riflette la sintesi culturale fra tradizioni religiose egiziane e africane tipica della regione di confine in età romana.
Quando il progetto della Grande Diga minacciò di sommergere il sito, la Repubblica Federale Tedesca si offrì di finanziare ed eseguire lo spostamento. Lo smontaggio cominciò nel 1961: tredicimila blocchi di arenaria, alcuni da venticinque tonnellate, furono tagliati, numerati, trasportati su chiatta e rimontati sull’isola di Nuova Kalabsha in diciotto mesi. Fu uno dei primi grandi trasferimenti di templi della campagna nubiana.
In riconoscimento del contributo tedesco, l’Egitto donò alla Germania una porta monumentale di età romana proveniente da Kalabsha, oggi esposta stabilmente all’Ägyptisches Museum di Berlino.
Due torri di dodici metri, intatte, incorniciano l’ingresso; le scale interne portano alle terrazze sul tetto, da cui si vede tutto il bacino della diga.
Il corridoio porticato esterno porta iscrizioni di epoche diverse, fra cui un importante testo greco di età bizantina: strati di scrittura storica in un unico spazio.
Un delicato padiglione aperto di età romana, con colonne sottili a capitello hathorico, all’estremità sud dell’isola: una delle piccole costruzioni più eleganti dell’edilizia romana in Nubia.
La traversata dall’imbarcadero della diga apre una vista d’insieme sull’isola con tutti e tre i monumenti: il pilone di Kalabsha, Beit el-Wali e il chiosco di Qertassi.
Packages travelling to Assuan, where Il tempio di Kalabsha: la meraviglia della Bassa Nubia is located.
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