Summary
Le piramidi egizie sono fra i monumenti più riconoscibili al mondo, e da secoli attirano viaggiatori, archeologi e storici.
Non c’è costruzione più nota nella storia dell’umanità, e stanno tutte in Egitto. In queste opere si vedono insieme la spiritualità, l’ambizione e l’intelligenza degli antichi egizi. Furono costruite come tombe per i faraoni e per i personaggi più importanti del regno, con un’idea precisa: accompagnarli senza ostacoli nella vita successiva.
Ognuna racconta qualcosa di diverso — sulla religione, sulla cultura, sulle tecniche costruttive di quella società. In questa guida trovate le piramidi principali dell’Egitto e il perché contano.
La piramide a gradoni di Djoser, a Saqqara, è considerata la prima grande costruzione in pietra della storia. Fu costruita nel XXVII secolo a.C. per il faraone Djoser, della III dinastia. È fatta di sei livelli sovrapposti, da cui la forma a scala, e la progettò Imhotep. All’inizio doveva essere una semplice mastaba; poi diventò una piramide alta circa 60 metri. Con lei l’architettura egiziana cambia strada: è il modello di tutto quello che verrà dopo.
La piramide di Meidum, a sud del Cairo, viene chiamata «la piramide crollata» per come si presenta oggi. Fu iniziata per il faraone Snefru, che fondò la IV dinastia. Nata come piramide a gradoni, fu poi trasformata in una piramide a facce lisce. Il rivestimento esterno cedette per problemi strutturali, e quello che resta somiglia a una torre. Anche così è un passaggio importante: è il primo tentativo di ottenere i fianchi lisci e inclinati.
A Dahshur c’è la piramide romboidale, anche questa costruita per Snefru. Il nome viene dall’angolo, che cambia a metà altezza: la parte bassa sale a 54 gradi, quella alta prosegue a 43. Gli studiosi pensano che sia stata una correzione in corsa, decisa quando durante i lavori comparvero segni di cedimento. È il momento del passaggio dalle piramidi a gradoni a quelle a facce lisce, che verranno perfezionate poco dopo. Conserva ancora buona parte del rivestimento originale in calcare: è l’unica che fa capire come apparivano davvero.
La piramide rossa, sempre a Dahshur, è considerata la prima vera piramide riuscita d’Egitto. Fu costruita per Snefru dopo quella romboidale, e prende il nome dal colore rossastro dei blocchi di calcare. Con i suoi 105 metri è la terza piramide d’Egitto per altezza. A differenza di quelle precedenti ha un’inclinazione costante di 43 gradi, che la rende molto più stabile. Qui si vede che gli architetti egiziani avevano imparato la lezione: è la prova generale della Grande Piramide di Giza.
La Grande Piramide di Giza
La Grande Piramide di Giza è la più famosa di tutte, ed è l’unica delle sette meraviglie del mondo antico rimasta in piedi. Fu costruita sotto il faraone Cheope, IV dinastia, intorno al 2580-2560 a.C. Per più di 3.800 anni è stata la costruzione più alta mai fatta dall’uomo: in origine arrivava a 146 metri, oggi a 138. È fatta di milioni di blocchi di calcare, montati con una precisione che ancora oggi lascia perplessi gli ingegneri. Dentro c’è un sistema complesso di ambienti, fra cui la Grande Galleria e la camera del re. Resta il simbolo di che cosa fosse capace di fare l’Egitto antico.
La piramide di Chefren
La piramide di Chefren, la seconda per dimensioni a Giza, fu costruita per il figlio di Cheope. È leggermente più bassa della Grande Piramide, ma sembra più alta perché sorge su un punto più elevato. In cima conserva ancora un pezzo del rivestimento originale in calcare, e basta quello a immaginare come fossero tutte in origine. È legata alla Grande Sfinge, la statua colossale con il corpo di leone e il volto che si ritiene sia proprio quello di Chefren. Piramide e Sfinge insieme dicono la stessa cosa: potere del re e protezione divina.
La piramide di Micerino
La piramide di Micerino è la più piccola delle tre principali di Giza: 65 metri. Quello che la distingue sono i materiali. In basso era rivestita di granito, in alto di calcare. La scelta del granito — più costoso e più duraturo — dice che Micerino voleva una piramide diversa da quelle dei predecessori. Intorno ce ne sono tre più piccole, chiamate «piramidi delle regine», costruite probabilmente per le sue mogli o per altri membri della famiglia reale.
Ad Abusir, fra Saqqara e Giza, c’è un gruppo di piramidi della V dinastia. Le principali sono quelle dei faraoni Sahura, Neferirkara e Niuserra. Sono più piccole e conservate peggio di quelle delle dinastie precedenti, ma valgono per i templi funerari e per i rilievi decorati. Ad Abusir si vede uno spostamento di attenzione: non più la grandezza della piramide, ma la ricchezza e la cura dei templi che le stanno intorno. È il modo migliore per capire la religione e l’arte della V dinastia.
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Vedi il viaggioLa piramide di Pepi II, a Saqqara, è una delle ultime grandi piramidi dell’Antico Regno. Pepi II regnò per novant’anni — una cosa fuori dal comune — e la fece costruire come propria tomba. È più piccola e meno solida delle precedenti, e questo dice molto: verso la fine dell’Antico Regno il potere centrale e le risorse stavano venendo meno. All’interno ci sono i Testi delle Piramidi, fra i più antichi testi religiosi che conosciamo. Servivano a guidare il faraone nell’aldilà, e ricordano quanto la religione contasse in queste costruzioni.
Le piramidi di Lisht, a sud di Saqqara, furono costruite nel Medio Regno per i faraoni Amenemhat I e Sesostri I. Con loro la costruzione delle piramidi riprende dopo una lunga interruzione. Erano però fatte con un nucleo di mattoni crudi e un rivestimento di calcare, e quindi hanno resistito molto meno di quelle antiche. Restano comunque un momento importante: i faraoni del Medio Regno cercavano di riallacciarsi alle tradizioni dell’Antico Regno, adattandosi però ai mezzi e alle tecniche che avevano.
La piramide nera di Dahshur fu costruita da Amenemhat III, nel Medio Regno. Il colore scuro viene dal nucleo di mattoni crudi, che il tempo ha eroso. A differenza delle piramidi più antiche, qui l’attenzione è tutta sull’interno: un sistema complicato di corridoi e camere. I materiali meno resistenti hanno però portato a un crollo parziale. È il segno di un cambiamento nel modo di progettare, e insieme delle difficoltà che gli architetti del Medio Regno incontravano quando provavano a innovare.
La piramide di Hawara, costruita per Amenemhat III, si trova vicino all’oasi del Fayyum. È famosa per il legame con il Labirinto: il suo tempio funerario fu descritto da storici antichi come Erodoto come un intreccio impressionante di stanze e corridoi. Nonostante l’erosione, resta un esempio di capacità costruttiva. Dice bene che cosa sapessero fare gli ingegneri del Medio Regno, e quanto tenessero a onorare i morti con architetture di quella scala.
Abido, nell’Alto Egitto, è uno dei luoghi più sacri dell’Egitto antico, e conserva molti monumenti reali e strutture piramidali. Fra queste la più nota è la piramide di Ahmose, costruita all’inizio della XVIII dinastia. È molto più piccola delle precedenti, ma continua la tradizione delle sepolture regali dopo il Medio Regno. Abido era un centro spirituale importante per via del culto di Osiride, il dio dell’aldilà. Questi monumenti dicono insieme il peso religioso del luogo e il cambiamento delle pratiche funerarie.
La piramide di Elefantina è una piccola piramide a gradoni, sull’isola di Elefantina ad Assuan, e risale alla III dinastia. È una delle tante piramidi minori sparse per l’Egitto, e sul loro scopo gli storici non sono d’accordo. Secondo alcuni non erano tombe ma costruzioni simboliche, forse a segnare luoghi importanti dal punto di vista territoriale o religioso. Per la sua data antica e la posizione lontana, quella di Elefantina mostra bene come le tecniche di costruzione delle piramidi si fossero diffuse in tutto il paese già nell’Antico Regno.






























