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Il tempio funerario di Ramses III a Medinet Habu è il tempio del Nuovo Regno meglio conservato della riva occidentale di Luxor e uno dei complessi templari egizi più estesi ancora in piedi. Più grande del Ramesseum e in condizioni molto migliori, Medinet Habu è la fonte principale sulle campagne militari di Ramses III contro i Popoli del Mare, i libici e le altre minacce esterne: le ultime azioni militari riuscite del Nuovo Regno. Le pareti esterne portano alcuni dei rilievi militari più grandi e più dettagliati di tutta l’arte egizia.
Si entra da un ingresso fortificato insolito, il Migdol, una struttura a torri modellata sull’architettura militare siriana, che Ramses III usava come residenza personale di svago. Oltre il Migdol, una successione di piloni e cortili porta al tempio funerario vero e proprio. Il primo pilone porta i rilievi delle campagne contro i Popoli del Mare, compresa la battaglia del delta del Nilo: il primo scontro navale documentato della storia.
Nel tardo Nuovo Regno Medinet Habu fu anche un importante centro amministrativo e abitato. Dentro il recinto si trova inoltre una cappella di Amon della XVIII dinastia, costruita da Hatshepsut e Thutmose III: una delle strutture più antiche di tutta la riva occidentale.
Ramses III fu il secondo faraone della XX dinastia (1186-1155 a.C. circa) e l’ultimo sovrano del Nuovo Regno a esercitare un controllo centrale forte. Il suo regno affrontò tre grandi crisi militari: due invasioni libiche (negli anni cinque e undici) e l’invasione dei Popoli del Mare (anno otto), cioè la migrazione dei popoli mediterranei sradicati che distrusse la civiltà palaziale del Levante nell’età del bronzo. Ramses III le respinse tutte e tre, ma il costo economico indebolì l’Egitto in modo irreversibile.
Ramses III fu infine assassinato in una congiura organizzata da membri del suo harem: la cosiddetta congiura dell’harem, documentata in papiri oggi a Torino. La sua mummia mostra una ferita mortale alla gola, che conferma il racconto antico.
Dopo la sua morte, quando l’autorità centrale si sfaldò, il tempio divenne rifugio per la popolazione locale. Tracce di architettura domestica in mattoni crudi di quella fase più tarda sono ancora visibili dentro il recinto.
Le pareti esterne portano il racconto militare più dettagliato mai inciso in Egitto: le battaglie per terra e per mare contro i Popoli del Mare nell’anno otto di Ramses III.
Una porta fortificata di gusto siriano con due camere a torre, che Ramses III usava come rifugio personale: dentro restano decorazioni dipinte sul soffitto e scene regali.
La prima sala ipostila conserva alcuni dei colori originali meglio preservati di qualunque tempio del Nuovo Regno: ocra, blu e rosso ancora vivi sui fusti delle colonne.
La piccola cappella di Amon della XVIII dinastia, di Hatshepsut e Thutmose III, dentro il recinto, è una delle strutture più antiche della riva occidentale, con rilievi dipinti di dettaglio.
Camminare lungo il perimetro interno del recinto fa capire la scala reale del complesso e mostra i resti in mattoni crudi dell’abitato cresciuto qui dentro dopo il Nuovo Regno.

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