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Dakhla è una grande depressione fertile del Deserto Occidentale, circa 800 km a sud-ovest del Cairo e 200 km a ovest dell’oasi di Kharga: duemila chilometri quadrati di campi coltivati, palmeti, villaggi e rovine antiche, sotto una spettacolare falesia di arenaria rosa. È una delle oasi egiziane più ricche di storia e più varie dal punto di vista del paesaggio, con una presenza umana che copre oltre settantamila anni — dagli insediamenti dell’età della pietra al periodo faraonico, romano, islamico e moderno.
L’oasi è nota soprattutto per il borgo islamico medievale di al-Qasr, i cui edifici in mattoni crudi, i vicoli coperti, la moschea medievale e le serrature di legno intagliato costituiscono uno dei migliori esempi di architettura islamica vernacolare rimasti in Egitto. Oltre ad al-Qasr, Dakhla conserva i templi di età romana di Deir el-Hagar e Ain Birbiya, la necropoli romana di Muzawaka con camere funerarie dipinte, l’insediamento faraonico di Ain Aseel e decine di vasche naturali alimentate da sorgenti calde sparse sul fondo della depressione.
Il paesaggio agricolo di Dakhla — un mosaico di campi di grano, orti, frutteti e palmeti alimentati da pozzi artesiani — le dà un aspetto più verde e più abitato di quello di Farafra o di Siwa. Il centro principale, Mut, ha alberghi, ristoranti e agenzie che portano ai siti sparsi nell’oasi.
Dakhla conserva alcune delle testimonianze più antiche di presenza umana in tutto il Deserto Occidentale egiziano: strumenti in pietra e accampamenti di cacciatori-raccoglitori di oltre settantamila anni fa sono stati documentati sul fondo dell’oasi e nel deserto circostante. In egizio antico era chiamata «l’oasi interna» ed era un centro agricolo e amministrativo importante almeno dall’Antico Regno.
Il periodo romano ha lasciato i monumenti antichi più visibili: il Tempio di Deir el-Hagar, costruito sotto Nerone e Vespasiano nel primo secolo d.C., con il sacello in arenaria decorato e ben conservato; e le tombe dipinte di Muzawaka, dove due camere funerarie del secondo secolo d.C. conservano i soffitti dipinti più completi e più colorati di tutte le oasi egiziane.
Il borgo islamico medievale di al-Qasr si sviluppò sopra un insediamento bizantino e prese la forma attuale in età ayyubide e mamelucca, fra il dodicesimo e il quindicesimo secolo. Le strade coperte, le case in mattoni crudi a più piani e il minareto della moschea di al-Nasr, costruito nel dodicesimo secolo e ancora in piedi, ne fanno uno degli esempi meglio conservati di architettura islamica desertica pre-moderna in Egitto.
Una città islamica medievale in mattoni crudi ancora in piedi, con vicoli coperti, architravi di legno intagliato con iscrizioni arabe, il minareto di una moschea del dodicesimo secolo e un mulino tradizionale: uno degli insediamenti storici più completi d’Egitto.
Due camere funerarie di età romana con soffitti dipinti dai colori intensi, con immagini astronomiche e mitologiche greco-romane: gli interni dipinti più completi di tutte le oasi egiziane.
Un tempio romano in arenaria del primo secolo d.C., con decorazione dipinta di gusto egizio e rilievi ancora leggibili: la sabbia che lo ha in parte sepolto ne ha protetto le superfici per duemila anni.
Diverse vasche naturali alimentate da pozzi artesiani caldi, sparse nell’oasi: il bagno all’aperto nell’acqua calda in mezzo ai palmeti è una delle cose più caratteristiche di Dakhla.
La spettacolare falesia di arenaria rosa che si alza sul margine settentrionale dell’oasi si vede da tutta la piana coltivata, e diventa arancione all’alba e al tramonto.

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