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Il Museo di Luxor è considerato il miglior museo regionale d’Egitto: una collezione scelta con cura di oggetti della regione tebana, esposti con una qualità di illuminazione, didascalie e progetto degli spazi che pochi altri musei egiziani raggiungono. Aperto nel 1975 e ampliato nel 2004, è abbastanza contenuto da visitarlo bene in due o tre ore, e insieme ha oggetti di qualità tale da meritare attenzione ravvicinata. Occupa un edificio costruito apposta sulla Corniche del Nilo, fra il Tempio di Luxor e Karnak: comodissimo per chi sta già visitando quei siti.
La collezione si concentra sul materiale della regione di Luxor dal Medio al Nuovo Regno, cioè il periodo in cui Tebe fu la capitale religiosa e politica più importante d’Egitto. Fra i pezzi principali: la scultura monumentale dalla cachette di ventisei statue di età tolemaica scoperta nel 1989, un muro ricostruito con i blocchi talatat del tempio di Aton che Akhenaton fece costruire a Karnak (una delle finestre più chiare sull’arte amarniana in qualunque museo), le mummie reali dal nascondiglio di Deir el-Bahari e il corredo funerario intatto del comandante militare Maherpra.
Il risultato tecnico più notevole è l’uso della luce radente e direzionale, che fa emergere l’intaglio e le tracce di colore che un’illuminazione dall’alto appiattirebbe. Alcuni pezzi chiave — in particolare la testa in granito di Amenofi III e i gruppi in calcare dipinto — sono esposti in condizioni che rivelano dettagli invisibili nelle riproduzioni.
Il museo fu costruito negli anni Settanta nell’ambito di uno sforzo più ampio per migliorare i musei regionali egiziani e ridurre la concentrazione di tutti i ritrovamenti importanti al Cairo. Fu progettato apposta per Luxor, con un edificio orientato a captare la luce naturale dal Nilo e sale calibrate per permettere di guardare i grandi pezzi scultorei alla distanza giusta.
La scoperta, nel 1989, della cachette di Luxor — una fossa sotto il cortile del Tempio di Luxor con ventisei statue, quasi tutte di età tolemaica e in condizioni straordinarie — diede al museo un nucleo di grande scultura intatta che ne ha trasformato la consistenza. Quelle statue, sepolte di proposito nell’antichità per proteggerle, conservano in modo eccezionale tracce di colore, dettaglio di superficie e in qualche caso la lucidatura originale della pietra.
L’ampliamento del 2004 ha aggiunto la Sala della Gloria Militare, con oggetti legati ai regni di Ramses II e di Ahmose I, e due mummie reali — ritenute quelle di Ahmose I e di Ramses I — esposte in una sala climatizzata che tiene insieme conservazione ed esperienza di visita.
Ventisei statue di età tolemaica ritrovate intatte sotto il cortile del Tempio di Luxor nel 1989, alcune con il colore originale e la lucidatura della pietra ancora straordinariamente conservati.
Un tratto di parete rimontato con i blocchi del tempio di Aton smantellato da Akhenaton: uno dei modi più chiari per vedere il rilievo amarniano nel suo contesto.
Due mummie in una sala climatizzata, ritenute quelle di Ahmose I e di Ramses I, presentate in condizioni conservative adeguate e con apparato didattico.
Una testa monumentale in granito dal tempio funerario di Amenofi III, esposta con luce radente che restituisce l’intaglio e il carattere della pietra.
Il corredo funerario intatto del comandante militare Maherpra: uno dei pochissimi insiemi funerari non regali del Nuovo Regno completi in un museo.

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