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La Moschea di al-Azhar è la più antica università al mondo ancora in funzione e l’istituzione più influente dell’islam sunnita: fu fondata nel 970 d.C., appena un anno dopo che l’esercito fatimide aveva fatto del Cairo la nuova capitale d’Egitto. Da oltre mille anni al-Azhar è insieme moschea, università teologica e massima autorità religiosa del sunnismo per tutta la comunità musulmana. Oggi l’università di al-Azhar, di cui la moschea è il nucleo storico, conta oltre quattrocentomila studenti nelle sue facoltà sparse per l’Egitto.
L’architettura è una storia visiva del Cairo islamico: sulla struttura fatimide originale del 970 si sono sovrapposte aggiunte mamelucche, modifiche ayyubidi e ampliamenti ottomani, e ogni dinastia ha lasciato il proprio segno. La sala di preghiera principale, a cui si arriva attraverso una successione di cortili, è una foresta di colonne di epoche diverse, con una serie di mihrab che documentano l’evoluzione della decorazione islamica lungo dieci secoli. All’esterno svettano cinque minareti di altezze e forme differenti, aggiunti in periodi diversi.
Per chi visita, al-Azhar è l’occasione rara di entrare in una moschea che è contemporaneamente un monumento antico, un luogo di preghiera quotidiana per migliaia di fedeli e la sede della massima autorità del diritto islamico sunnita. Il cortile e la sala di preghiera sono aperti ai visitatori non musulmani fuori dagli orari di preghiera, e camminare sotto i portici accanto a studenti, dotti e fedeli qualunque dà un senso di continuità che nessun museo può restituire.
Al-Azhar fu fondata nel 970 d.C. dal generale fatimide Jawhar al-Siqilli come moschea congregazionale della nuova capitale. I fatimidi erano musulmani sciiti ismailiti, e la funzione originaria di al-Azhar era proprio l’insegnamento ismailita: solo dopo la conquista ayyubide di Saladino, nel 1171, fu riorientata all’insegnamento sunnita di scuola shafiita, che ha mantenuto da allora.
In età mamelucca (1250-1517) al-Azhar divenne il principale centro di studi islamici al mondo, e attirava dotti e studenti dal Marocco all’Asia centrale. Vi si sviluppò il sistema dei riwaq, i collegi per studenti borsisti organizzati per provenienza geografica o etnica, che permise a musulmani di tutto il mondo islamico di studiare al Cairo sotto il patronato mamelucco. Il prestigio dell’istituzione sopravvisse alla conquista ottomana del 1517 e continuò a crescere per tutto il Settecento e l’Ottocento.
Il ruolo moderno di al-Azhar come massima autorità religiosa sunnita fu formalizzato sotto Muhammad Ali (1805-1848), quando fu integrata nello stato egiziano. Oggi il grande sceicco di al-Azhar, nominato dal presidente della Repubblica, è la voce singola più autorevole del diritto e della teologia sunnita nel mondo. L’istituzione emette fatwa su questioni contemporanee, forma imam per le moschee di tutto il mondo musulmano e gestisce scuole e università in Egitto e all’estero.
Una vastissima sala ipostila con colonne di secoli diversi e più mihrab che documentano l’evoluzione della decorazione islamica, in un’atmosfera di studio e di preghiera ininterrotta dal 970.
Cinque minareti di altezze, forme ed epoche diverse scandiscono l’esterno: un registro visivo del patronato dinastico dai mamelucchi agli ottomani, lungo cinque secoli.
Le parti più antiche, del 970, sono ancora riconoscibili nelle colonne più interne della sala di preghiera: è l’elemento più antico rimasto della fondazione del Cairo.
Nei cortili di al-Azhar ci sono sempre studenti che leggono, mandano a memoria il Corano e discutono: è la stessa cultura di studio che funziona qui da più di mille anni.
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