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Le tombe di Beni Hasan sono un gruppo di 39 tombe rupestri scavate nelle falesie calcaree della riva orientale del Nilo, circa 20 km a sud della città di Minya, nel Medio Egitto. Databili al Medio Regno (2055-1650 a.C. circa), appartengono ai nomarchi, i governatori regionali del nomo dell’Orice, il sedicesimo dell’Alto Egitto. Dodici tombe sono decorate e aperte al pubblico, e conservano alcune fra le pitture di vita quotidiana più vivaci e dettagliate di tutto il Medio Regno: dopo la necropoli tebana, Beni Hasan è uno dei siti di tombe dipinte più importanti d’Egitto.
I programmi pittorici di Beni Hasan colpiscono soprattutto per i soggetti. A differenza della decorazione religiosa più formale delle tombe reali del Nuovo Regno nella Valle dei Re, queste tombe di nomarchi mostrano una gamma amplissima di attività quotidiane: incontri di lotta rappresentati in oltre duecento prese diverse, addestramento militare e combattimento, caccia agli uccelli e pesca, scene agricole, botteghe di falegnami e tessitori, banchetti. Una tomba in particolare, quella di Khnumhotep II, contiene la più antica rappresentazione conosciuta di un gruppo semitico che entra in Egitto: una carovana di 37 asiatici in vesti a righe colorate, che alcuni studiosi hanno messo in relazione con il precedente storico evocato dal racconto biblico di Giuseppe.
Le tombe sono scavate in alto nelle falesie sopra la piana alluvionale, e per arrivarci si sale una quindicina di minuti lungo una scala intagliata nella roccia. Dalle soglie delle tombe la vista sulla valle del Nilo è notevolissima.
Le tombe di Beni Hasan furono costruite durante l’XI e la XII dinastia, nel Medio Regno, quando i governatori regionali godevano di grande autonomia e facevano a gara nella dimensione e nella qualità dei propri monumenti funerari. Le tombe più importanti appartengono a nomarchi di nome Amenemhat, Khnumhotep I, Khnumhotep II e Baqet, nomi registrati dalle iscrizioni geroglifiche che accompagnano le scene dipinte.
La tomba di Khnumhotep II (tomba 3) è la più celebre del sito per le iscrizioni biografiche, per le scene di caccia e di natura e per la famosa pittura della «carovana degli Asiatici». L’iscrizione racconta la carriera di Khnumhotep e la storia della sua famiglia lungo più generazioni, ed è uno dei testi biografici più dettagliati del Medio Regno. La pittura della carovana — 37 persone indicate come «Aamu», asiatici, guidate da un uomo di nome Abisha che porta in Egitto cosmetico per gli occhi — è datata da un’iscrizione al sesto anno di Sesostri II, intorno al 1890 a.C.
Il sito fu documentato dall’egittologo Percy Newberry negli anni Novanta dell’Ottocento, e le sue copie accurate delle scene dipinte restano un riferimento importante, perché alcuni dettagli da allora sono sbiaditi. Le tombe furono usate e modificate in epoche successive, e su alcune pareti si vedono graffiti greci e copti.
Oltre duecento prese di lotta rappresentate in file successive sulle pareti della camera: la testimonianza antica più completa che esista sulle arti marziali e sull’addestramento atletico egiziano.
La più antica rappresentazione conosciuta di semiti nell’arte egizia: 37 figure in vesti a righe, datate con precisione al 1890 a.C. circa da un’iscrizione che le accompagna.
Pitture di falegnameria, tessitura, lavoro agricolo, pesca e caccia agli uccelli distribuite su più tombe: la documentazione per immagini più completa della vita quotidiana nel Medio Regno fuori dalla necropoli tebana.
Le tombe sono scavate in alto nelle falesie calcaree sopra la piana alluvionale: dalla soglia, la vista sul Nilo e sulla campagna coltivata è uno dei panorami più belli del Medio Egitto.
I lunghi testi geroglifici della tomba di Khnumhotep II raccontano la storia della sua famiglia lungo quattro generazioni: fra le iscrizioni biografiche più dettagliate rimaste del Medio Regno.

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