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Il Deserto Nero è un altopiano vulcanico fra i 30 e i 50 km a nord dell’oasi di Bahariya, dove il fondo del deserto e le basse colline coniche sono coperti da scaglie di basalto scuro: un fenomeno geologico che dà al paesaggio un carattere del tutto diverso dal calcare chiaro e dalla sabbia dorata tipici del deserto egiziano. Centinaia di coni vulcanici dalla cima nera si alzano ripidi dalla piana basaltica, le superfici scure assorbono il calore e contrastano nettamente con il deserto chiaro intorno. L’effetto è particolarmente forte all’alba e al tramonto, quando le colline nere proiettano ombre lunghe sulla piana scura e la luce radente stacca con una definizione straordinaria i singoli frammenti di basalto.
Il Deserto Nero è nato da un’antica attività vulcanica che ha depositato basalto scuro sopra l’altopiano calcareo preesistente. In milioni di anni l’erosione ha portato via il materiale più tenero intorno, lasciando il basalto, più duro, come strato superficiale sulle colline e come scaglie sparse nelle vallette fra l’una e l’altra. La forma conica delle colline — ciascuna con la sua corona scura di basalto resistente — è il classico residuo vulcanico, e si apprezza meglio da un punto rialzato o dalla piana circostante.
Il Deserto Nero si visita di norma dentro un’escursione da Bahariya, come giro paesaggistico a sé stante o come tratto settentrionale del percorso verso sud, in direzione della Montagna di Cristallo e del Deserto Bianco. Quasi tutte le uscite in fuoristrada da Bahariya prevedono una sosta qui per camminare e fotografare, prima di proseguire verso le formazioni più spettacolari del Deserto Bianco.
L’attività vulcanica che ha creato il Deserto Nero risale a decine di milioni di anni fa, dentro il più ampio sconvolgimento geologico che ha dato al Deserto Occidentale i suoi paesaggi diversissimi. I depositi basaltici sono legati allo stesso antico episodio vulcanico che ha prodotto gli altopiani di basalto visibili in buona parte del Sahara orientale. Il contrasto fra il basalto vulcanico scuro e il calcare cretacico chiaro che gli sta sotto fa del Deserto Nero uno dei paesaggi geologicamente più leggibili d’Egitto.
Gli antichi egizi conoscevano il Deserto Nero come un elemento del paesaggio ben riconoscibile: la pietra scura era usata sul posto come materiale da costruzione e per gli utensili, e l’aspetto insolito della regione ha probabilmente contribuito alla fama del deserto come spazio di soglia, carico di significato spirituale. Lo studio geologico moderno del Deserto Nero è cominciato nel Novecento, dentro la più ampia mappatura delle risorse del Deserto Occidentale, e le sue formazioni vulcaniche sono state studiate nel quadro della storia tettonica regionale.
Centinaia di colline coniche dalla cima scura che si alzano dalla piana basaltica: la forma geologica più caratteristica del Deserto Occidentale egiziano, che dà il meglio vista da un punto rialzato.
Il fondo del deserto coperto di scaglie scure fra un cono e l’altro: camminarci sopra e raccogliere i singoli frammenti di basalto è il modo più diretto per capire questo antico paesaggio vulcanico.
Al tramonto la luce radente stacca i singoli frammenti di basalto e vira le colline nere verso un bruno-arancio profondo, creando con il cielo chiaro un contrasto che non si vede in nessun altro paesaggio.

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