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Una crociera sul Lago Nasser è una delle esperienze di viaggio più remote e più gratificanti d’Egitto: tre o quattro giorni di navigazione sul più grande lago artificiale del mondo per raggiungere i templi nubiani ricollocati, salvati dalle acque durante la costruzione della Grande Diga di Assuan negli anni Sessanta. Il lago si estende per circa 550 km dalla diga verso sud, fino in Sudan, e la rotta tocca i complessi di New Wadi el-Sebua, Amada e Qasr Ibrim per culminare ad Abu Simbel, i templi gemelli di Ramesse II scavati nella roccia, il monumento antico più spettacolare d’Egitto dopo Giza.
Sul Lago Nasser naviga soltanto una piccola flotta — di norma quattro-sei navi in tutto — e questo rende l’esperienza molto meno affollata della rotta Luxor-Assuan. Il lago è una distesa immensa e immobile di acqua azzurra fra colline desertiche e falesie di arenaria, senza insediamenti umani visibili per chilometri: i templi ricollocati appaiono come monumenti isolati in un paesaggio davvero remoto, che non somiglia a niente di quello che si vede sul Nilo. Dal ponte si avvistano abitualmente aquile pescatrici, pellicani e coccodrilli del Nilo.
Le soste lungo la rotta — Wadi el-Sebua con il suo viale di sfingi, i colori del tempio di Amada (il più antico conservato in Nubia), l’isola inaccessibile di Qasr Ibrim, che si guarda dalla barca perché l’accesso è vietato, e infine Abu Simbel — si vivono con molti meno visitatori di qualunque tempio della valle del Nilo: un incontro quasi privato con alcuni dei più grandi monumenti antichi egiziani.
Il Lago Nasser è nato fra il 1960 e il 1971 con la costruzione della Grande Diga di Assuan, che ha allagato la terra dei nubiani e sommerso per sempre centinaia di villaggi, cimiteri e siti storici. La campagna UNESCO per il salvataggio dei monumenti nubiani (1960-1980) ha spostato più in alto 24 templi e monumenti prima che l’acqua li raggiungesse: fra questi Abu Simbel, File, Kalabsha, Amada, Wadi el-Sebua e gli altri che si visitano oggi lungo la rotta della crociera.
Il lago porta il nome del presidente egiziano Gamal Abdel Nasser, sotto il cui governo la diga fu costruita con l’assistenza tecnica e finanziaria sovietica. La diga ha trasformato l’agricoltura e la produzione elettrica del paese, garantendo il controllo dell’acqua tutto l’anno e un apporto idroelettrico ancora oggi decisivo per la rete nazionale. Il costo umano — lo spostamento forzato di circa centomila nubiani dalla loro terra — è documentato al Museo Nubiano di Assuan ed è ricordato dai monumenti ricollocati stessi.
Le crociere sul Lago Nasser sono nate negli anni Novanta, quando il governo egiziano autorizzò una piccola flotta a operare sul lago. Il numero limitato di navi e la lontananza della rotta hanno mantenuto i visitatori relativamente pochi rispetto al Nilo, conservando quel senso di esplorazione che è la cifra di questo viaggio.
Il momento culminante della crociera: arrivare ai templi gemelli di Ramesse II dall’acqua dà una prospettiva che chi arriva in aereo non può avere, con i colossi che crescono lentamente all’orizzonte del lago.
Il tempio di Ramesse II ricollocato, con il suo viale processionale di sfingi intatto: si visita praticamente senza altri turisti, in un paesaggio desertico sul lago che non somiglia a nessun tempio della valle del Nilo.
Il tempio più antico conservato in Nubia, con la decorazione dipinta originale più completa: un piccolo santuario dai colori vivissimi, conservati dall’aria secca del deserto e spostato intatto su una piattaforma idraulica.
La fortezza nubiana in parte sommersa su un isolotto roccioso, oggi circondata dall’acqua da ogni lato e visibile solo dal ponte: un elemento di rovina suggestiva lungo la rotta.
Distese immense di acqua azzurra immobile fra colline di arenaria, senza alcun insediamento visibile: il senso di esplorazione fra una sosta e l’altra è la cifra vera della crociera sul Lago Nasser.
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