Summary
Il modo più veloce per entrare davvero in Egitto è capire come funziona l’ospitalità e il rispetto qui. Sapere due cose sulle usanze e le buone maniere egiziane prima di partire cambia il viaggio: da giro turistico diventa incontro.
In questa guida trovate le regole sociali che conviene conoscere: dall’uso della mano destra per salutare e per dare qualcosa, all’abbigliamento nelle città e nei luoghi di culto.
Fare attenzione alle tradizioni religiose vi fa uscire dal ruolo del turista e vi porta dentro una delle civiltà più antiche ancora vive. Ci vuole poco: basta arrivarci con la testa giusta. Noi di Top Class Egypt Travel siamo convinti che siano proprio questi piccoli gesti a fare la differenza, soprattutto in un viaggio in famiglia.
I rapporti con la gente

Tutto comincia dal contatto quotidiano. In Egitto i rapporti si costruiscono sul calore, sulla generosità e sul rispetto reciproco, e si vedono nel modo di parlare, nei gesti e nel saluto.
Le buone maniere in Egitto: quello che conviene sapere
Aprire una conversazione con il saluto tradizionale «as-salamu alaykum» — «la pace sia con voi» — cambia subito il tono. Fa capire che avete fatto attenzione. Gli egiziani sono gente ospitale, e questo piccolo gesto viene accolto bene dappertutto.
Usate sempre la mano destra per salutare, per mangiare, per dare e ricevere qualcosa. La sinistra è tradizionalmente considerata impura: è una regola che vale ovunque, senza eccezioni.
Quando entrate in una casa o in un luogo di culto, preparatevi a togliere le scarpe. E accettate quello che vi offrono: rifiutare un tè o un caffè può sembrare uno sgarbo, mentre accettarlo apre la conversazione. Per il resto dei preparativi, la nostra guida di viaggio all’Egitto è un buon punto di partenza. Su come funziona la società egiziana si legge volentieri anche la guida di Commisceo Global.
Come vestirsi

La domanda più pratica di tutte riguarda i vestiti, ed è anche il consiglio che serve di più a chi viene la prima volta.
L’Egitto è un paese accogliente e aperto, ma resta una società conservatrice, e ci tiene. Un abbigliamento sobrio viene letto come una forma di rispetto.
Nelle grandi città come Il Cairo e Alessandria, e soprattutto dentro le moschee, le chiese copte e i luoghi religiosi antichi, uomini e donne dovrebbero avere spalle e ginocchia coperte. Alle donne conviene tenere in borsa un foulard leggero: copre in un secondo, quando serve, senza rinunciare a niente.
Girando fra i luoghi da visitare vi accorgerete che chi vi accoglie nota volentieri chi si è vestito con criterio. Dentro i resort del Mar Rosso, invece, il costume va benissimo: sono spazi privati.
La regola è una sola: adattarsi al posto in cui si sta. Non è una restrizione, è un modo per entrare meglio in quello che vi circonda. Se avete dubbi prima di fare la valigia, guardate le nostre domande frequenti. Sui luoghi di culto dà indicazioni pratiche anche il ministero del Turismo e delle Antichità.
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Vedi il viaggioLa religione nella vita di ogni giorno

In Egitto l’islam non è uno sfondo: è dentro il ritmo della giornata, e per chi ci fa caso è una delle cose più belle da osservare.
Capirlo è la base di tutto il resto.
L’adhan, la chiamata alla preghiera, risuona cinque volte al giorno dai minareti. Non è un’interruzione: è uno dei suoni che vi resteranno addosso. Nelle ore di preghiera, vicino alle moschee, si abbassa la voce.
Durante il Ramadan, fare attenzione a chi digiuna è un gesto che viene notato e apprezzato. Evitare di mangiare, bere o fumare per strada nelle ore di luce è un segno di rispetto, anche se i ristoranti per chi viaggia restano regolarmente aperti.
Il Ramadan è anche uno dei periodi più belli per venire. Dopo il tramonto, l’iftar riempie le strade di cibo, famiglie e festa. Sul cibo egiziano trovate altro nei nostri approfondimenti sulla cucina e la cultura.
Alla fine si tratta di questo: chi arriva con curiosità e rispetto si guadagna la fiducia delle persone, e torna a casa con un viaggio diverso da quello che si aspettava. Sul nostro blog continuiamo a scriverne. Anche BBC Travel pubblica spesso belle pagine sull’Egitto.































