Festa del sole di Abu Simbel — febbraio
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Festa del sole di Abu Simbel — febbraio
Il sole entra per 65 metri nel tempio di Ramses II e illumina la sua statua per esattamente venti minuti, nell’anniversario dell’incoronazione. Un fenomeno calcolato 3.200 anni fa.
Che cosa succede davvero
Il 22 febbraio, quando l’alba sorge sul lago Nasser, si ripete uno spettacolo che non cambia da 3.200 anni. Il sole che sale comincia a percorrere un corridoio di 65 metri scavato nell’arenaria, spingendosi sempre più a fondo nel buio finché — alle 7:15 in punto — la luce dorata inonda il santuario più interno.
Per venti minuti esatti le statue del faraone Ramses II, di Ra-Horakhty (il dio del sole) e di Amon-Ra (il re degli dèi) restano immerse in una luce accecante. La quarta statua, quella di Ptah, dio delle tenebre e dell’oltretomba, rimane di proposito in ombra: era esattamente ciò che gli architetti antichi volevano.
Non è un caso. Gli architetti egizi calcolarono angoli, profondità e orientamento di questo tempio scavato per sessanta metri nella roccia perché la luce raggiungesse il santuario in due soli giorni dell’anno: il 22 febbraio, anniversario dell’incoronazione di Ramses, e il 22 ottobre, giorno della sua nascita. Una precisione che regge il confronto con l’ingegneria di oggi.
Quando negli anni Sessanta il tempio fu spostato per salvarlo dalle acque della diga di Assuan — in quella che l’UNESCO definì la più ambiziosa operazione di salvataggio culturale della storia — l’allineamento slittò di un giorno. Il fenomeno, però, resta impressionante.
Il contesto storico
Ramses II, che regnò sull’Egitto per 66 anni (1279–1213 a.C.), fece costruire Abu Simbel come monumento alla vittoria militare di Qadesh e come dichiarazione della propria natura divina. Le quattro statue colossali all’ingresso, alte venti metri ciascuna, raffigurano lui stesso.
Il tempio fu scavato in una rupe di arenaria sulla riva occidentale del Nilo, vicino a quello che oggi è il confine con il Sudan. Nei secoli dopo la morte di Ramses la sabbia lo seppellì poco a poco. Lo riscoprì l’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt nel 1813.
Nel 1964, con la grande diga di Assuan che minacciava di sommergerlo per sempre, una campagna internazionale guidata dall’UNESCO smontò l’intero tempio — tagliandolo in 2.000 blocchi da fino a 30 tonnellate l’uno — e lo rimontò 65 metri più in alto e 200 metri più indietro. L’operazione costò 40 milioni di dollari, durò quattro anni e coinvolse ingegneri di cinquanta paesi.

I momenti da non perdere
Il programma della giornata
Cosa è incluso
Informazioni pratiche
Consigli di chi c'è stato
Arrivate entro le 3:00 per assicurarvi un posto in prima fila. Chi arriva tardi rischia di non entrare nel tempio durante l’allineamento.
Portate qualcosa di pesante: alle 3-4 del mattino nel deserto si arriva vicino ai 10 °C, anche a febbraio.
Portate almeno due litri d’acqua. Il sito è isolato e i rifornimenti sono pochi.
Caricate del tutto macchina fotografica e telefono, e portate batterie di scorta: il freddo le scarica più in fretta.
Portate sterline egiziane in contanti per il biglietto d’ingresso e per il mercatino.
Valutate di dormire ad Abu Simbel per evitare la sveglia alle 3 da Assuan.
EgyptAir opera un volo mattutino di 45 minuti da Assuan ad Abu Simbel, per chi preferisce l’aereo.
Si può fotografare dentro il tempio. Il flash può essere vietato: informatevi all’ingresso.
Come arrivare
Escursioni in giornata: Abu Simbel
Sfruttate al meglio la visita con una giornata guidata: Abu Simbel.
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