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Il tempio di Hibis, nell’oasi di Kharga, è il tempio egizio di età tarda meglio conservato e l’unico rimasto quasi integro della XXVI dinastia, cioè del periodo saitico. Si trova circa due chilometri a nord della città moderna di Kharga, nel Deserto Occidentale, ed era il principale centro di culto di Amon-Ra per i territori desertici occidentali. Sorge nella più antica oasi abitata d’Egitto.
Fu costruito soprattutto dai faraoni Apries e Ahmose II (Amasi) della XXVI dinastia (589-526 a.C. circa) sopra una fondazione precedente della XVIII dinastia, con aggiunte importanti del re persiano Dario I e poi di Nectanebo I e II, della XXX dinastia. La combinazione di interventi tardo-faraonici, persiani ed egiziani ne fa un palinsesto architettonico affascinante.
Le pareti del santuario portano la versione più completa dei testi del «Libro dell’Amduat» e del «Libro dei Morti» fuori dalle tombe reali della Valle dei Re, con rare scene dipinte del viaggio nell’oltretomba ed elenchi dettagliati di divinità che in nessun altro tempio compaiono insieme.
L’oasi di Kharga era una tappa importante delle piste carovaniere che collegavano la valle del Nilo all’Africa subsahariana e alla costa del Mar Rosso. La presenza di Amon a Hibis legava il deserto occidentale, economicamente e teologicamente, al grande complesso di Amon a Karnak.
Dario I di Persia, che regnò sull’Egitto dal 522 al 486 a.C., diede un contributo importante al tempio: vi è raffigurato in piena insegna regale egiziana e con la titolatura faraonica tradizionale, secondo una politica di accomodamento religioso molto diversa dal comportamento persiano in altri territori conquistati.
La risalita della falda causata dallo sviluppo agricolo moderno ha destabilizzato le fondazioni e provocato un serio degrado della pietra. Un grande programma di conservazione internazionale avviato negli anni Ottanta ha messo in sicurezza le parti più a rischio. Nel 2003 il sito è entrato nella lista propositiva egiziana per il patrimonio UNESCO.
Il santuario porta il programma dipinto di testi dell’oltretomba più completo fuori dalla Valle dei Re, con rare scene della resurrezione di Osiride ed elenchi divini a molte figure.
Le parti costruite sotto Dario I mostrano il re persiano in abiti faraonici: un caso unico di sincretismo artistico persiano-egiziano documentato in un monumento ancora in piedi.
Il tempio sorge fra i palmeti, al margine della depressione di Kharga, circondato dalla falesia desertica: un paesaggio che non somiglia a nessun sito templare della valle del Nilo.
La sala ipostila conservata porta un ampio programma di scene di culto di Amon-Ra e di rilievi con le offerte reali, nello stile netto e formale del revival saitico.

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