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Il tempio di Esna è un tempio di età tolemaica e romana dedicato a Khnum, il dio creatore dalla testa d’ariete, e sorge nel centro della Esna moderna, sulla riva occidentale del Nilo, circa 55 km a sud di Luxor. È insolito perché sta quasi interamente sotto il livello stradale: la città gli è cresciuta intorno nei millenni, e oggi il santuario si trova in una fossa di scavo aperta, circa nove metri sotto le strade. Si scende una scala per entrare nel cortile.
Della struttura resta fuori terra solo la sala ipostila, ma è uno degli ambienti di età romana più riccamente decorati d’Egitto. Le sue ventiquattro colonne portano rilievi di dettaglio straordinario, e il soffitto è coperto da un programma astronomico completo: un calendario stellare, gli elenchi dei decani e uno dei più lunghi testi astronomici egizi conosciuti. Alcune colonne hanno testi geroglifici scritti interamente con segni di coccodrillo o di ariete: fra le scritture più insolite di tutta la tradizione egizia.
Il tempio fu completato soprattutto sotto gli imperatori Claudio, Vespasiano, Tito, Domiziano e Traiano, e resta quindi uno degli ultimi esempi di tradizione artistica faraonica praticata sotto il dominio romano.
Un tempio a Esna è documentato almeno dal Nuovo Regno, con iscrizioni che menzionano Thutmose III. La struttura attuale è quasi interamente tolemaica e romana: le fondazioni della sala ipostila superstite furono poste da Tolomeo VI Filometore nel secondo secolo a.C., e la decorazione fu aggiunta dagli imperatori romani da Augusto a Decio, cioè fino al terzo secolo d.C.
Le iscrizioni parlano della piena annuale, delle feste di pesca e di caccia, e contengono testi teologici dettagliati sul ruolo di Khnum come creatore che modellò l’umanità sul tornio da vasaio. Nel tempio si teneva un coccodrillo sacro, e accanto a Khnum si venerava anche Sobek.
Nell’Ottocento la sala fu usata come magazzino per il cotone: da lì vengono i depositi neri visibili su parti del soffitto e delle colonne. Le pulizie di restauro dagli anni Settanta in poi hanno riportato alla luce colori originali molto vivi.
Si scende nel recinto scavato nove metri sotto il livello stradale, con i palazzi di Esna che si vedono sopra il muro di cinta: un’esperienza dello spazio che non ha eguali.
Uno dei programmi astronomici egizi più completi rimasti, con calendari stellari, elenchi di decani e divinità astrali su tutta la volta.
Iscrizioni su colonna scritte interamente con segni di coccodrillo o di ariete al posto dei geroglifici normali: un gioco sacerdotale che appartiene solo agli scribi di Esna in età romana.
I fusti delle colonne portano cartigli e immagini di imperatori romani — fra cui Claudio, Vespasiano e Traiano — raffigurati da faraoni mentre portano le offerte tradizionali.

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