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Il centro storico commerciale della città fu costruito fra la metà e la fine dell’Ottocento sotto il chedivè Ismail, con un’urbanistica di ispirazione haussmanniana che diede al Cairo la sua griglia di ampi viali, portici pedonali ed edifici di gusto europeo: un tentativo deliberato di dare alla capitale in rapida modernizzazione un carattere cosmopolita modellato su Parigi e su Vienna. La stratificazione architettonica, la concentrazione di caffè storici e librerie, il peso politico di piazza Tahrir e il ruolo attuale come centro della scena artistica egiziana ne fanno una delle passeggiate urbane più dense di storia e di cultura di tutta l’Africa.
Una camminata nel centro comprende le facciate neoclassiche, liberty e beaux-arts di via Talaat Harb (intitolata al fondatore della banca nazionale egiziana), i passaggi porticati dei vecchi isolati commerciali, piazza Tahrir con tutto il suo peso storico, il Caffè Riche — dove Nasser e i suoi compagni si incontravano prima della rivoluzione del 1952 — e il Museo Egizio, sul lato nord della piazza. Nelle strade intorno a Qasr el-Nil e Champollion ci sono gallerie d’arte contemporanea, librerie dell’usato e i luoghi della scena creativa cairota.
Il carattere architettonico del centro del Cairo è notevole ma fragile: decenni di incuria e manutenzione rimandata hanno lasciato molti edifici ottocenteschi in vario stato di degrado, e alcune costruzioni storiche sono state sostituite da nuove. Diverse organizzazioni che documentano e tutelano il patrimonio del centro hanno realizzato mappe e visite guidate che aiutano a capire la storia architettonica del quartiere.
La modernizzazione del Cairo voluta dal chedivè Ismail a partire dal 1863 fu uno dei progetti di trasformazione urbana più ambiziosi dell’Ottocento. Ispirandosi alla ricostruzione di Parigi di Haussmann, Ismail fece costruire un nuovo quartiere di gusto europeo a ovest della città islamica medievale, con viali larghi, giardini pubblici, un teatro dell’opera, alberghi ed edifici governativi negli stili eclettici allora di moda. Il Teatro dell’Opera chedivale (1869), distrutto da un incendio nel 1971, fu uno dei primi teatri d’opera d’Africa.
Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il centro fu il cuore commerciale e sociale del Cairo cosmopolita, quando famiglie di mercanti greche, italiane, ebraiche, armene, siriane ed egiziane occupavano gli esercizi e i palazzi. Il Caffè Riche, aperto nel 1908, fu per generazioni luogo d’incontro di intellettuali, politici e rivoluzionari egiziani.
Piazza Tahrir — prima Midan Ismail, poi Midan al-Tawfiqiya — fu ribattezzata «piazza della Liberazione» dopo la rivoluzione del 1952 e divenne il principale spazio pubblico d’Egitto. La sua notorietà internazionale esplose con la primavera araba del 2011, quando milioni di egiziani vi si radunarono per chiedere le dimissioni del presidente Mubarak, in diciotto giorni di manifestazioni che chiusero i trent’anni del suo governo.
Il viale commerciale principale, con le facciate eclettiche di gusto europeo, i tratti porticati e la statua di Talaat Harb, fondatore della banca nazionale egiziana, all’incrocio centrale.
Il centro simbolico dell’Egitto moderno: teatro delle manifestazioni della primavera araba del 2011, con il Museo Egizio, la sede della Lega Araba e il grande albergo sul Nilo che vi si affacciano.
Un caffè storico del 1908, dove Nasser e i suoi compagni si incontravano prima della rivoluzione del 1952: serve ancora caffè e cucina egiziana in un’atmosfera storica notevole.
La raccolta eclettica di facciate neoclassiche, liberty e beaux-arts lungo Qasr el-Nil, Champollion e Sherif: alcune tenute magnificamente, altre in rovina romantica.
La concentrazione di piccole gallerie, librerie e spazi creativi intorno alle vie Sherif e Mahmoud Bassiouni: l’incarnazione attuale del centro come quartiere dell’arte cairota.
Packages travelling to Il Cairo, where Passeggiata nel centro del Cairo is located.
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