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Il Museo d’Arte Moderna Egiziana occupa un edificio dedicato nel complesso del Teatro dell’Opera, sull’isola di Gezira, nel centro del Cairo, e conserva la più completa collezione permanente di arte egiziana dalla fine dell’Ottocento a oggi. Il percorso copre tutto l’arco della produzione moderna: i primi pittori accademici nazionalisti, che studiarono in Europa e tornarono per costruire una tradizione figurativa egiziana; la generazione modernista, che si misurò con espressionismo, cubismo e astrazione cercando insieme un’identità egiziana; e gli artisti contemporanei che lavorano fra pittura, scultura, incisione, fotografia e installazione.
La collezione racconta una storia culturale che corre parallela alla storia politica del paese: dal movimento nazionalista di inizio Novecento agli anni Cinquanta della rivoluzione e al realismo socialista dell’epoca nasseriana, fino agli anni Settanta sperimentali e alla scena contemporanea collegata al mondo. Fra gli artisti rappresentati: Mahmoud Mukhtar, la cui scultura in granito «Il risveglio dell’Egitto» sta all’ingresso dell’Università del Cairo ed è una delle immagini più riconoscibili dell’arte nazionalista egiziana; Ragheb Ayad, noto per le sue scene copte e popolari dai colori accesi; e Mohamed Nagi, che sviluppò un modo tutto suo di trattare luce e colore, fra impressionismo e studio della tavolozza egizia antica.
Per chi ha visto dell’Egitto solo l’antichità, questo museo offre una prospettiva diversa e preziosa: mostra come gli artisti egiziani abbiano fatto i conti con il proprio patrimonio antico, con il contesto mediterraneo e con l’arte contemporanea internazionale negli ultimi centocinquant’anni.
L’arte moderna egiziana nasce alla fine dell’Ottocento sotto l’influenza della formazione accademica europea: dagli anni Ottanta di quel secolo gli artisti egiziani cominciarono a studiare a Roma e a Parigi. La fondazione della Scuola di Belle Arti del Cairo nel 1908, voluta dal principe Yusuf Kamal, creò l’infrastruttura istituzionale per una tradizione figurativa radicata nel paese, e formò la prima generazione di pittori e scultori egiziani professionisti.
Mahmoud Mukhtar (1891-1934), spesso chiamato il padre della scultura egiziana, si formò all’École des Beaux-Arts di Parigi e realizzò opere che uniscono tecnica accademica occidentale, temi nazionalisti egiziani e riferimenti faraonici. La sua scultura del 1928, «Il risveglio dell’Egitto», è diventata l’immagine per eccellenza del risorgimento culturale egiziano.
La collezione si è formata nel corso del Novecento, e l’attuale edificio nel complesso dell’Opera ha aperto nel 1991. Il Teatro dell’Opera, dono del Giappone all’Egitto inaugurato nel 1988, è il fulcro culturale dell’isola di Gezira e ospita il museo insieme a sale da concerto, gallerie e spazi per le arti che nel loro insieme fanno il centro della vita culturale contemporanea del Cairo.
Opere dello scultore egiziano più celebre, fra tecnica accademica europea, temi nazionalisti e riferimenti visivi faraonici, in marmo e in granito.
Tele della generazione che ha fondato la pittura egiziana moderna — Ragheb Ayad, Mohamed Nagi e altri — costruendo un’identità visiva egiziana con strumenti europei e materia locale.
Il confronto egiziano con espressionismo, astrazione e cubismo dagli anni Cinquanta ai Settanta, dentro la fiducia culturale del paese dopo l’indipendenza.
Opere di artisti egiziani viventi o recenti fra pittura, scultura, incisione e installazione: una finestra diretta sulla creatività egiziana di oggi.
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