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La Moschea di al-Hussein, nel cuore del Cairo islamico, è il luogo islamico più venerato d’Egitto e uno dei santuari più sacri del mondo sunnita: si ritiene che custodisca il capo di al-Hussein ibn Ali, nipote del Profeta Muhammad e figlio del califfo Ali, ucciso nella battaglia di Kerbela nel 680. Sorge al centro del quartiere di Khan el-Khalili, separata dalla Moschea di al-Azhar da una grande piazza aperta, e la sua festa annuale — il moulid di al-Hussein — è il più grande raduno religioso d’Egitto, capace di riempire tutte le strade intorno con milioni di persone.
L’edificio attuale risale soprattutto al 1870 e fu costruito dove sorgeva un santuario molto più antico, di età fatimide. L’esterno è una grande struttura neoislamica con un minareto di marmo che si alza sopra i tetti di Khan el-Khalili; l’interno è riccamente decorato, con marmo verde, legni dorati, vetrate e la grata d’argento che racchiude il luogo in cui si venera la reliquia. Una grande sala di preghiera e una sezione femminile accolgono le migliaia di fedeli che arrivano ogni giorno.
Per i visitatori non musulmani, la piazza della moschea è uno spazio sociale potente a qualunque ora: i caffè intorno funzionano da generazioni — fra cui il celebre El-Fishawi, aperto nel 1773 — e l’atmosfera serale, nelle sere normali e ancora di più durante il moulid, è fra le più intense che il Cairo sappia offrire a livello di strada.
Al-Hussein ibn Ali, nipote del Profeta Muhammad, fu ucciso nella battaglia di Kerbela, nell’attuale Iraq, il 10 di Muharram del 680: un evento che è diventato la tragedia fondativa della storia islamica e l’origine della divisione fra sunniti e sciiti. Il suo martirio è commemorato ogni anno con l’Ashura, uno dei giorni più importanti del calendario islamico sia per i sunniti sia per gli sciiti.
La tradizione secondo cui il capo di al-Hussein fu portato in Egitto nasce in età fatimide: i fatimidi, sciiti ismailiti, avevano una devozione particolare per la famiglia del Profeta. Nella capitale fatimide fu costruito un santuario per custodire la reliquia, e la venerazione di al-Hussein divenne una delle espressioni più importanti della religiosità popolare egiziana, al di là delle appartenenze.
L’edificio attuale fu costruito sotto il chedivè Ismail nel 1870, al posto di strutture mamelucche e ottomane precedenti sullo stesso luogo. La costruzione chedivale diede alla moschea la scala monumentale di oggi, dentro il più ampio programma di modernizzazione ottocentesca del Cairo. Il suo statuto di custode della reliquia ne fa il centro di una devozione popolare che attraversa le divisioni confessionali: il santuario è venerato tanto dai sunniti quanto dagli sciiti.
La grata d’argento intorno al luogo in cui si venera la reliquia di al-Hussein, punto focale della devozione di migliaia di visitatori al giorno, è lo spazio più sacro dell’islam egiziano.
La sala di preghiera con il marmo verde, i legni dorati, le vetrate e il soffitto ligneo lavorato è l’interno di moschea ottocentesco più fastoso d’Egitto ancora in uso regolare.
La piazza intorno, con il caffè El-Fishawi e gli altri locali storici, è uno degli spazi sociali più animati del Cairo, soprattutto dopo il tramonto.
Packages travelling to Il Cairo, where Moschea di al-Hussein is located.
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