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La Moschea di Abu Haggag è una moschea medievale costruita direttamente sopra il pilone e il colonnato del Tempio di Luxor, e in parte incastrata dentro di essi: è una delle immagini più forti della stratificazione religiosa egiziana, con un luogo di culto islamico ancora attivo che sta in bilico sopra un monumento faraonico di 3.200 anni. È dedicata allo sceicco Yusuf Abu Haggag al-Uqsuri (circa 1150-1243), santo sufi che si stabilì a Luxor e ne divenne la figura religiosa più venerata. La sua festa annuale, il moulid di Abu Haggag, è una delle più grandi celebrazioni popolari dell’Alto Egitto.
La moschea occupa una posizione dentro il primo cortile del Tempio di Luxor: fu costruita sopra i detriti accumulati, che in età medievale avevano portato il livello del suolo quasi alla sommità del colonnato antico. Quando Gaston Maspero liberò il tempio negli anni Ottanta dell’Ottocento, scavò tutto intorno alla base della moschea ma la lasciò dov’era, perché come luogo di culto attivo non poteva essere demolita. Il risultato è la situazione attuale: il pavimento della moschea sta otto-dieci metri sopra la pavimentazione antica, e chi visita il tempio passa sotto i muri esterni della moschea incastrati nel pilone.
L’edificio in sé è modesto rispetto alla grandiosità che lo circonda, ma il suo minareto — che si alza sopra il pilone — si vede dall’altra sponda del Nilo ed è da secoli un elemento del profilo di Luxor. L’accostamento fra antico e islamico si coglie meglio che altrove dal colonnato di Amenofi III, guardando verso nord oltre le colonne faraoniche fino all’ingresso ad arco della moschea.
Lo sceicco Yusuf Abu Haggag al-Uqsuri nacque a Baghdad intorno al 1150 e viaggiò a lungo per il mondo islamico prima di stabilirsi a Luxor, dove fondò una scuola religiosa e divenne il centro spirituale della comunità musulmana locale. Morì nel 1243 e fu sepolto nella moschea costruita sopra il primo cortile del Tempio di Luxor, che a quell’epoca era in gran parte sepolto sotto i detriti dell’abitato medievale.
La moschea fu costruita dentro le rovine del tempio nel tredicesimo secolo, seguendo una pratica diffusissima nell’Egitto medievale: riutilizzare le strutture antiche come fondazione degli edifici islamici. I muri di pietra del tempio offrivano materiale già pronto e un sostegno strutturale. Nei secoli successivi, mentre la Luxor medievale cresceva sopra il tempio sepolto, la moschea divenne l’istituzione religiosa principale del quartiere.
Quando gli scavi di liberazione condotti da Maspero fra il 1884 e il 1960 riportarono progressivamente alla luce la struttura antica sotto la città medievale, la moschea di Abu Haggag restò sospesa sopra la pavimentazione riscoperta, a dimostrare fisicamente i secoli di accumulo che avevano nascosto il tempio. Il moulid annuale prevede processioni di barche sul Nilo che molti studiosi considerano una discendenza diretta delle processioni della festa antica di Opet, da Karnak al Tempio di Luxor.
L’accostamento fra l’ingresso ad arco e il minareto della moschea, incastrati nel pilone faraonico e sospesi sopra di esso: uno degli incontri fra antico e moderno più impressionanti d’Egitto.
All’interno, la tomba decorata del santo sufi del Duecento, con le offerte votive lasciate dai pellegrini del posto che ne venerano ancora la memoria.
Guardando verso nord dal colonnato di Amenofi III fino alla base della moschea incastrata nel pilone: è l’angolo da cui i 3.200 anni fra le due costruzioni diventano leggibili nello spazio.

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