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Cosa raccontano quelli che sono partiti con noi

È una piccola isola-fortezza di età crociata nel Golfo di Aqaba, circa 7 km a sud di Taba, all’estremità nord-orientale del Mar Rosso egiziano. L’isola è dominata da una fortezza medievale ben conservata, costruita dai crociati nel XII secolo e poi conquistata e ampliata dalle forze di Saladino nel 1170: una testimonianza storica straordinaria proprio nel punto in cui si incontrano il mondo egiziano antico, quello crociato e quello islamico. Mura, torri e ambienti interni sono in buono stato, e la posizione elevata dell’isola apre un panorama che abbraccia insieme Giordania, Arabia Saudita e Israele.
Ci si arriva con un breve trasferimento in motoscafo dal pontile sulla terraferma a sud di Taba, e la traversata è già parte dell’esperienza: l’avvicinamento all’isola, con le mura della fortezza che si alzano dall’acqua e le montagne di quattro paesi all’orizzonte, è una delle brevi navigazioni più belle d’Egitto. Lo snorkeling intorno alla base corallina dell’isola rivela una barriera in buona salute e pesci in abbondanza, anche se il richiamo principale resta la fortezza.
L’Isola del Faraone è associata dalla tradizione al re Salomone e alle sue navi mercantili, ma la fortezza attuale appartiene interamente al medioevo crociato e islamico. La sua posizione sul punto di passaggio strategico fra le rotte commerciali del Mediterraneo e quelle del Mar Rosso le dà un peso storico ben superiore alle sue dimensioni.
L’isola fu fortificata nel 1116 dal re crociato Baldovino I di Gerusalemme, dentro il tentativo crociato di controllare le rotte commerciali del Mar Rosso e la via del pellegrinaggio alla Mecca. La fortezza, che i crociati chiamavano Île de Graye, era un avamposto strategico che sorvegliava il traffico nel Golfo di Aqaba e tassava mercanti e pellegrini di passaggio. Fu conquistata da Saladino nel 1170 dopo un assedio, e fu una delle sue prime imprese militari nella campagna contro gli stati crociati.
Dopo la conquista islamica, Saladino ampliò e rafforzò la fortezza, che continuò a essere usata per tutto il periodo mamelucco. Alla fine cadde in disuso e fu abbandonata, ma la posizione insulare la salvò da quel saccheggio di pietre che ha distrutto quasi tutte le strutture medievali sulla terraferma: la sua sopravvivenza è quindi accidentale, perché portare via i blocchi da un isolotto non conveniva a nessuno.
Mura, torri e ambienti interni medievali ben conservati, costruiti dai crociati e ampliati da Saladino: una delle strutture militari crociate più complete rimaste in Egitto.
Dai camminamenti della fortezza si vedono contemporaneamente le coste di Egitto, Israele, Giordania e Arabia Saudita: è l’unico punto al mondo da cui si scorgono insieme i litorali di quattro nazioni.
I dieci minuti di motoscafo dalla terraferma, con l’isola che si avvicina e le mura della fortezza che si alzano dall’acqua del golfo: una delle traversate brevi più suggestive d’Egitto.
La base corallina dell’isola offre uno snorkeling eccellente direttamente dall’approdo: barriera in salute e pesci in abbondanza, senza bisogno di una seconda uscita in barca.

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