Le recensioni dei nostri viaggiatori
Cosa raccontano quelli che sono partiti con noi

La piramide di Teti è la più settentrionale di Saqqara e uno degli interni più accessibili di tutto il campo piramidale egiziano. Costruita sotto il faraone Teti, fondatore della VI dinastia (2345-2323 a.C. circa), sta vicino all’area principale di accoglienza di Saqqara, e vi si entra con una fatica fisica relativamente contenuta rispetto ad altre discese piramidali. L’esterno è in gran parte crollato e oggi somiglia a una collina naturale di detriti: da qui il nome arabo locale Haram el-Shawwaf, «la piramide del guardiano».
Il motivo per visitarla è l’interno. Come nella piramide di Unas, le camere funerarie di Teti sono coperte dai Testi delle Piramidi, le formule religiose che dovevano guidare e proteggere il re nell’aldilà. Qui i testi sono conservati in modo eccezionale, con i geroglifici incisi a rilievo netto e dipinti nel caratteristico verde-azzurro usato con continuità in questo periodo. Il soffitto della camera funeraria è scolpito per riprodurre il cielo notturno, coperto di stelle dipinte.
Il complesso di Teti comprende anche due piramidi delle regine — quelle di Iput I e di Khuit — e un vasto cimitero di mastabe dei funzionari di corte, fra cui le tombe decorate di Mereruka e Kagemni, che sono fra le più grandi e più dettagliate tombe private dell’Antico Regno.
Teti fondò la VI dinastia dopo la morte di Unas, ultimo faraone della V, e si ritiene abbia consolidato il potere anche attraverso matrimoni strategici. Regnò per circa dodici anni e, secondo le liste reali più tarde di Manetone, fu assassinato: una notizia che le fonti contemporanee non permettono di confermare.
I Testi delle Piramidi di Teti furono documentati per la prima volta da Gaston Maspero nel 1881-82, poco dopo che ebbe aperto diverse piramidi a Saqqara scoprendone le pareti interne iscritte. I testi di questa piramide fanno parte dello stesso corpus di quelli delle piramidi di Unas, Pepi I, Merenre e Pepi II: insieme costituiscono la più antica letteratura religiosa conosciuta al mondo.
La mastaba di Mereruka, visir e genero di Teti, è una delle più grandi tombe private dell’Antico Regno, con trentadue camere decorate che raccontano la vita quotidiana, i doveri d’ufficio e il rituale funerario. Fu scoperta e pubblicata da Jacques de Morgan alla fine dell’Ottocento.
La sala del sarcofago e l’anticamera sono rivestite di colonne verticali di Testi delle Piramidi a rilievo netto, dipinti di verde-azzurro e conservati in modo eccezionale.
Il soffitto della camera funeraria porta un cielo dipinto di stelle a cinque punte, che fa dello spazio del riposo eterno del re un luogo simbolicamente celeste.
La tomba del visir di Teti, accanto, ha trentadue stanze con rilievi dipinti di pesca, caccia agli uccelli, giochi atletici e artigiani: il racconto figurato più completo della vita quotidiana dell’Antico Regno in una tomba privata.
Un’altra tomba di funzionario lì vicino, con rilievi dipinti di dettaglio su allevamento e scene fluviali, anch’essa visitabile.

Cosa raccontano quelli che sono partiti con noi