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La piramide di Pepi II si trova nella parte meridionale di Saqqara ed è l’ultima grande piramide reale dell’Antico Regno costruita in Egitto. Pepi II, della VI dinastia, regnò per un periodo straordinariamente lungo — le fonti antiche parlano di novantaquattro anni, mentre gli studi moderni stimano intorno ai sessantaquattro — e il suo complesso piramidale segue le convenzioni architettoniche fissate dai faraoni precedenti della stessa dinastia, benché su scala un po’ più modesta.
La piramide era alta in origine circa cinquantadue metri, con una base di 78,75 metri, costruita con un nucleo di calcare rivestito di calcare bianco fine di Tura. Oggi il rivestimento è in gran parte crollato e la struttura appare come un cumulo di detriti, ma le camere interne restano accessibili. All’interno c’è un corpus completo di Testi delle Piramidi — le formule religiose introdotte per la prima volta nella piramide di Unas — incisi sulle pareti e sul soffitto dell’anticamera, del corridoio e della camera funeraria, in colonne verticali di geroglifici dipinti di verde-azzurro.
Il complesso è insolitamente grande per la sua dinastia e comprende tre piccole piramidi per le regine di Pepi II (Neith, Iput II e Wedjebten), ciascuna con i propri Testi delle Piramidi: sono le uniche piramidi di regine note a contenere questo tipo di iscrizioni. Il sito sta nella zona meno visitata di Saqqara sud, lontano dall’area turistica principale intorno alla Piramide a Gradoni.
Pepi II divenne faraone da bambino, e il suo regno, comunque lo si dati, segna il crepuscolo dell’Antico Regno. Le fonti egizie conservate dallo storico Manetone gli attribuiscono novantaquattro anni di regno: se il dato fosse esatto, sarebbe il regno più lungo di qualunque monarca nella storia documentata. Che la cifra sia precisa o arrotondata, il suo fu certamente il regno più lungo della VI dinastia e può avere contribuito alla frammentazione amministrativa che seguì.
L’Antico Regno crollò nel giro di pochi decenni dalla morte di Pepi II, e con esso finì lo stato centralizzato costruttore di piramidi. Nel Primo Periodo Intermedio (2160-2055 a.C. circa) non fu costruita alcuna piramide reale, e quando la costruzione riprese, nel Medio Regno, fu su scala molto ridotta. La piramide di Pepi II segna quindi la fine effettiva della grande età piramidale.
Gustave Jéquier scavò il complesso fra il 1926 e il 1936, documentando le tre piramidi delle regine e le loro iscrizioni. Il suo lavoro ha mostrato che i complessi delle regine erano versioni in miniatura di quello reale, ciascuno con tempio a valle, rampa, tempio funerario e piramide satellite: il segno dell’alto rango riconosciuto alle spose reali.
Le pareti della camera funeraria e dell’anticamera sono coperte da formule geroglifiche del corpus dei Testi delle Piramidi, disposte in verticale e dipinte di verde-azzurro sul calcare.
Tre complessi piramidali sussidiari per Neith, Iput II e Wedjebten, ciascuno con i propri Testi delle Piramidi: le uniche piramidi di regine note ad avere questa caratteristica.
Il complesso sta nella parte meridionale di Saqqara, più tranquilla e fuori dal traffico turistico, circondata da deserto quasi intatto e con la vista libera su tutto il campo piramidale.

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