Le recensioni dei nostri viaggiatori
Cosa raccontano quelli che sono partiti con noi

Il Canale di Suez è una delle vie d’acqua più importanti del mondo: 193 km di canale artificiale che collegano il Mediterraneo al Mar Rosso, evitando alle navi la circumnavigazione dell’Africa e accorciando di circa 7.000 km la rotta fra Europa e Asia. Port Said, all’imbocco mediterraneo, è la città da cui si osserva meglio il traffico straordinario del canale e si ricostruisce la storia di una delle più grandi imprese ingegneristiche dell’Ottocento. Dal canale passano circa 19.000 navi all’anno — più di cinquanta al giorno in media — con il 12-15% di tutto il commercio marittimo mondiale.
Il punto di osservazione principale a Port Said sono le rive del canale, dove navi di dimensioni impressionanti — superpetroliere, portacontainer, navi da carico alla rinfusa — sfilano relativamente vicino e sembrano quasi impossibili dentro un passaggio così stretto. Il museo del Canale di Suez, a Port Said, e la vicina statua di Ferdinand de Lesseps (ricostruita dopo l’abbattimento dell’originale) danno il contesto storico della costruzione e delle vicende politiche del canale, dalla nazionalizzazione di Nasser nel 1956 alla crisi di Suez che ne seguì.
Port Said è a sua volta una città particolare: nata nel 1859 proprio per servire il canale, conserva un carattere urbano insolito, con architettura coloniale di gusto francese, larghi canali che tagliano la città e l’energia commerciale di una zona franca, diversa da quella di qualunque altra città egiziana.
Il Canale di Suez fu ideato dal diplomatico francese Ferdinand de Lesseps, che ottenne la concessione dal chedivè Said Pascià nel 1854. I lavori cominciarono nel 1859 e richiesero dieci anni, un milione e mezzo di lavoratori — in gran parte fellahin egiziani arruolati d’ufficio, in condizioni durissime che costarono migliaia di morti — e lo scavo di circa 74 milioni di metri cubi di terra. Il canale fu inaugurato il 17 novembre 1869, alla presenza dell’imperatrice Eugenia di Francia, dell’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria e di numerose case regnanti europee.
Nel 1875 la Gran Bretagna comprò la quota egiziana del 44% e nel 1882 occupò militarmente l’Egitto, controllando la zona del canale fino al 1956. Il 26 luglio 1956 il presidente Gamal Abdel Nasser nazionalizzò il canale — destinandone i proventi alla Grande Diga di Assuan — e scatenò la crisi di Suez, con l’attacco congiunto di Gran Bretagna, Francia e Israele all’Egitto e il successivo ritiro imposto dalla pressione americana e sovietica. La difesa vittoriosa della nazionalizzazione fece di Nasser il leader più popolare del mondo arabo.
Nel 2015 il canale è stato ampliato con un secondo tracciato parallelo, il Nuovo Canale di Suez, che ha ridotto i tempi di attesa e aumentato la capacità. I diritti di transito valgono all’Egitto circa nove miliardi di dollari l’anno: una delle maggiori fonti di valuta estera del paese.
Guardare superpetroliere, portacontainer e navi da carico attraversare lo stretto passaggio del canale dalla riva di Port Said: il rapporto fra le dimensioni delle navi e quelle della via d’acqua colpisce subito.
La storia della costruzione, dell’esercizio e del peso politico del canale: l’inaugurazione del 1869, la crisi di Suez del 1956 e la guerra del 1973, dopo la quale il canale restò chiuso per otto anni.
Gli edifici ottocenteschi di gusto francese della città portuale nata per servire il canale: un ambiente urbano particolare, fatto di portici, passeggiate lungo l’acqua e la vivacità commerciale di una zona franca.

Cosa raccontano quelli che sono partiti con noi