Le recensioni dei nostri viaggiatori
Cosa raccontano quelli che sono partiti con noi

Il Blue Hole di Dahab è uno dei siti di immersione più celebri e più famigerati al mondo: una dolina sottomarina circolare di circa centosessanta metri di diametro e almeno centotrenta di profondità, che si apre nella parete della barriera a poca distanza dalla riva, otto chilometri a nord di Dahab, sul golfo di Aqaba. Il sito si è guadagnato insieme la fama e la reputazione: l’acqua blu trasparentissima, la parete che precipita nell’abisso e la straordinaria biodiversità marina attirano subacquei e appassionati di snorkeling da tutto il mondo; la profondità, l’arco sommerso a cinquantacinque metri che collega la dolina al mare aperto e la storia di incidenti mortali ne fanno uno dei siti più pericolosi del pianeta.
Per chi fa snorkeling il Blue Hole è una meta spettacolare e del tutto sicura: la parete scende in verticale e si osserva benissimo dalla superficie, con pesci di barriera, formazioni coralline e il blu straordinario dell’acqua profonda visibili senza alcuna attrezzatura da immersione. La bellezza del sito a livello di maschera e boccaglio è davvero notevole, e la barriera bassa intorno è una delle migliori del Sinai.
Per i subacquei, invece, è un sito tecnicamente impegnativo, da affrontare solo con esperienza, formazione adeguata e, idealmente, la conoscenza di una guida locale. L’Arco — un passaggio sommerso di ventisei metri a cinquantacinque di profondità, che collega la dolina alla barriera esterna — è costato numerose vite per narcosi ed esaurimento dell’aria in profondità, e molte autorità subacquee lo raccomandano solo a chi ha formazione tecnica specifica.
Il Blue Hole è una dolina geologica formata dalla dissoluzione del substrato calcareo, come le blue hole delle Bahamas, del Belize e del Mar Rosso: acqua dolce o salmastra che filtra nel calcare crea cavità che a un certo punto crollano, lasciando depressioni circolari. Quella del Mar Rosso è uno degli esempi visivamente più spettacolari di questa forma.
Dahab si sviluppò come meta subacquea negli anni Ottanta e Novanta, attirando all’inizio viaggiatori zaino in spalla per l’atmosfera beduina rilassata e gli alloggi economici. In quegli anni la fama del Blue Hole si diffuse nella comunità subacquea internazionale e il sito divenne uno dei simboli delle immersioni nel Mar Rosso. Divenne anche sinonimo di incidenti mortali: le stime sul numero totale di vittime vanno da centotrenta a oltre duecento, anche se le cifre precise sono difficili da verificare.
Negli ultimi anni il governo egiziano e le autorità subacquee hanno introdotto regole sempre più severe, fra cui l’obbligo di guida e limiti alle immersioni in solitaria, ma il sito continua ad attirare sia subacquei tecnici esperti sia subacquei ricreativi non abbastanza preparati: una combinazione che continua a produrre incidenti.
La parete della barriera e il blu intenso dell’acqua profonda visibili dalla superficie: sicuro, straordinario e alla portata di chiunque abbia maschera e pinne.
La barriera bassa intorno è una delle migliori del Sinai: coralli in abbondanza, pesci di ogni tipo, razze e qualche tartaruga, visibili già a livello di snorkeling.
Un punto d’ingresso alternativo a nord del Blue Hole, che si collega alla barriera attraverso una discesa a camino: una bella immersione in deriva, adatta a subacquei qualificati, che evita gli aspetti più pericolosi della dolina.
Il sito si affaccia direttamente sul golfo di Aqaba, con le montagne del Sinai visibili dall’altra parte dell’acqua: una delle ambientazioni costiere più belle fra i siti di immersione egiziani.

Cosa raccontano quelli che sono partiti con noi