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La chiesa di San Mercurio — Abu Sifein, «il padre delle due spade» — è una delle chiese copte più importanti ed estese del Cairo vecchio, dedicata a un soldato romano martire che, secondo la tradizione copta, ricevette dall’arcangelo Michele una seconda spada da aggiungere alla propria prima dell’esecuzione. Il complesso è fra i più grandi del quartiere copto e comprende più sale, tre altari e una ricca raccolta di icone, manoscritti e oggetti liturgici che ne fanno una delle maggiori concentrazioni di arte sacra copta in una sola chiesa.
Sorge nel recinto di Abu Sifein, nel quartiere di Fustat del Cairo vecchio, un po’ discosto dal nucleo copto intorno a Mar Girgis ma raggiungibile a piedi. La struttura attuale mette insieme elementi architettonici di più epoche: le parti più antiche sono di età tardoromana o protobizantina, con aggiunte fatimidi e medievali successive. La dedica a un martire militare la rese particolarmente importante nella tradizione copta, che venera san Mercurio come patrono dei soldati cristiani.
Il recinto comprende anche una chiesa dedicata alla Vergine Maria e un’altra a san Filopatore Mercurio, con una densità di spazi sacri insolita in un’area così raccolta. Le icone della chiesa principale coprono diversi secoli di pittura devozionale copta e comprendono opere attribuite a Ibrahim al-Nasikh, fra i più celebri iconografi copti del Settecento.
San Mercurio era un soldato romano di origine cappadoce o scita che si convertì al cristianesimo e fu martirizzato nel 250 sotto l’imperatore Decio. È venerato in tutto l’oriente cristiano: dalle Chiese etiope, copta, siro-ortodossa e greco-ortodossa. L’epiteto Abu Sifein, «il padre delle due spade», rimanda alla tradizione copta secondo cui l’arcangelo Michele gli consegnò una spada celeste prima del martirio.
La chiesa originaria su questo luogo risale almeno al sesto secolo. Divenne particolarmente significativa per il legame con papa Cirillo VI, centosedicesimo papa copto (1959-1971), che prima dell’elezione visse per anni da monaco in un mulino a vento accanto al recinto di Abu Sifein: un periodo della sua vita ancora ricordato qui. Cirillo VI, che riavviò i rapporti fra la Chiesa copta e quella etiope, è venerato come santo, e la sua memoria è profondamente legata a questa chiesa.
Nel Novecento il complesso fu restaurato a fondo sotto papa Shenouda III, che lo ampliò e lo rinnovò in modo sostanziale.
Una chiesa ampia di impianto basilicale, con molte colonne, iconostasi lignee intagliate e una raccolta di icone che copre diversi secoli di pittura devozionale copta.
Fra le icone ci sono opere attribuite a Ibrahim al-Nasikh: un’occasione rara di vedere pittura devozionale copta di primo piano nel suo contesto originale invece che in museo.
Il mulino e gli spazi che ricordano la vita monastica di papa Cirillo VI prima del patriarcato: un punto di pellegrinaggio per i copti, che lo venerano come santo.
Tre spazi sacri distinti nello stesso recinto — San Mercurio, la Vergine Maria e san Filopatore Mercurio — con una densità di architettura sacra copta insolita.
Packages travelling to Il Cairo, where Chiesa di San Mercurio is located.
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