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I laghi salati dell’oasi di Siwa sono una serie di specchi d’acqua naturali fortemente salini sparsi nella depressione, alimentati da sorgenti artesiane e concentrati dall’evaporazione intensissima del clima iperarido siwano. La salinità estrema — in alcuni casi superiore a quella del Mar Morto — permette di galleggiare in superficie senza il minimo sforzo, e ha fatto del bagno nei laghi una delle attività più amate e più caratteristiche di Siwa. Il lago più frequentato per nuotare e galleggiare è il Fatnas, detto anche Fantasy Island, dove un’isola ombreggiata da palme collegata alla riva offre uno dei punti più sereni da cui guardare il tramonto in tutto il Deserto Occidentale.
Il più grande, il lago di Siwa, è uno specchio salino permanente visibile da buona parte del fondo dell’oasi, che riflette nella sua superficie immobile il cielo, i palmeti e la scarpata desertica intorno. I laghi minori, a Bir Wahed e altrove, hanno salinità e ambienti diversi, e in alcuni punti vasche di acqua termale calda si trovano accanto alle superfici fredde dei laghi salati.
Al di là del bagno, i laghi hanno un ruolo centrale nell’economia tradizionale di Siwa: il sale si raccoglie sulle rive da secoli, e il kershef — la roccia salina mescolata a fango e legno di palma che dà all’oasi la sua architettura — viene dai depositi lasciati dai laghi quando il loro livello era molto più alto. I laghi attirano anche uccelli migratori: d’inverno fenicotteri, anatre e trampolieri sono comuni, e aggiungono al paesaggio una dimensione naturalistica.
I laghi salati di Siwa occupano un bacino chiuso, senza sbocco al mare: tutta l’acqua che entra nell’oasi dalle sorgenti e dalle rare piogge evapora sul posto, concentrando nel tempo i sali disciolti. I segni degli antichi livelli lacustri sulle falesie intorno mostrano che i laghi furono un tempo molto più estesi: nei periodi più umidi dell’Olocene l’intera depressione può essere stata un unico grande lago, e i depositi evaporitici che si ritrovano nel kershef sono l’eredità di quei livelli.
Le fonti antiche descrivono i laghi e le sorgenti di Siwa come straordinari per qualità e abbondanza. La «fonte del Sole» citata dagli autori greci — una sorgente la cui temperatura sarebbe cambiata fra giorno e notte in modo contrario all’attesa — è stata identificata con la sorgente di Ain al-Shifa, vicino al paese di Siwa.
L’uso turistico dei laghi si è sviluppato nel tardo Novecento, con il miglioramento delle strade. Il lago Fatnas si è affermato come meta principale per la combinazione di bagno in acqua salata, ombra dei palmeti e tramonto sull’oasi occidentale: una combinazione che ne ha fatto uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Deserto Occidentale egiziano.
Il lago salato più amato di Siwa: si galleggia senza sforzo nell’acqua ipersalina accanto a un’isola ombreggiata dalle palme, con lo sguardo che corre verso la scarpata desertica.
Il palmeto sull’isola di Fatnas è uno dei punti migliori del Deserto Occidentale per il tramonto: la superficie del lago riflette i colori che cambiano mentre il sole scende dietro la scarpata.
Un luogo doppio, dove una vasca di acqua dolce termale sta accanto a un lago salato freddo: è l’esperienza siwana classica di alternare sorgente calda e lago salato.
Nei mesi invernali fenicotteri e trampolieri migratori arrivano sulle rive: si osservano meglio dal terrapieno di Fatnas la mattina presto, quando l’attività degli uccelli è massima.

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