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È la più antica e la più celebre area marina protetta d’Egitto, istituita nel 1983 sulla punta meridionale della penisola del Sinai, dove il golfo di Suez e il golfo di Aqaba si incontrano. Il parco copre 480 chilometri quadrati fra terra e mare e protegge alcuni dei sistemi corallini più ricchi di biodiversità al mondo: pareti di scogliera che precipitano per centinaia di metri nell’abisso, popolate da squali, razze, barracuda, delfini, tartarughe marine e da quella densità e varietà di pesci che definisce le immersioni migliori del Mar Rosso.
I siti più famosi — Shark Reef, Jolanda Reef e l’Anemone City — sono considerati fra i primi dieci al mondo per le immersioni. L’incontro fra due masse d’acqua con temperatura e salinità diverse crea la risalita di nutrienti che sostiene questa concentrazione straordinaria di vita marina, mentre la protezione in vigore dal 1983 ha conservato le barriere in condizioni molto migliori rispetto alle zone non protette delle coste del Sinai e di Hurghada.
Oltre all’ambiente sottomarino, il parco protegge un paesaggio terrestre particolare: le mangrovie di Marsa Bareika, i laghi salmastri con gli uccelli migratori e la geologia desertica della punta meridionale del Sinai. La parte a terra si percorre in fuoristrada su piste segnate, fra le mangrovie, la laguna e il punto esposto in cui i due golfi si incontrano, con una linea visibile fra acque di colore diverso.
Ras Mohammed fu istituito nel 1983 come primo parco nazionale egiziano, dopo che si era capito che la straordinaria biodiversità marina delle scogliere del Sinai meridionale era minacciata dalla pesca incontrollata, dai danni degli ancoraggi e dai primi sviluppi turistici lungo la costa. La creazione avvenne in un momento politicamente delicato: Israele aveva restituito il Sinai all’Egitto solo nel 1982, dopo gli accordi di Camp David, e Ras Mohammed fu uno dei primi grandi risultati di politica ambientale dell’amministrazione egiziana sul territorio riconsegnato.
La protezione marina ha funzionato, per gli standard regionali. La pesca è vietata entro i confini del parco, l’ancoraggio è regolato con boe di ormeggio e l’accesso dei visitatori è controllato. Le barriere di Ras Mohammed risultano con costanza fra le più sane del Mar Rosso, con copertura corallina, biomassa ittica e popolazioni di grandi predatori che nelle aree più sfruttate sono crollate.
Il sito di Jolanda Reef prende il nome dal relitto della MV Jolanda, una nave cargo cipriota che si incagliò a Ras Mohammed nel 1980 e negli anni Ottanta scivolò lentamente giù dalla scogliera in acque profonde. I resti del carico — migliaia di sanitari — sono ancora sparsi sul pendio della barriera, in uno spettacolo surreale che è diventato uno dei siti di immersione più iconici del Mar Rosso.
Una parete verticale che precipita per centinaia di metri nell’abisso, con squali grigi, martello, barracuda e banchi enormi di carangidi: uno dei siti di immersione ai primi posti nelle classifiche mondiali.
I sanitari sparsi dal naufragio della MV Jolanda del 1980 che coprono il pendio della barriera accanto a formazioni coralline intatte: uno dei siti più fotografati del Mar Rosso.
Le mangrovie di Marsa Bareika, fra le più settentrionali al mondo, raggiungibili in kayak o a piedi dalla parte terrestre del parco.
La punta esposta della penisola del Sinai dove si incontrano il golfo di Suez e quello di Aqaba: la differenza di colore fra le due masse d’acqua si vede a occhio nudo dal promontorio.
Una barriera bassa coperta da una densità straordinaria di anemoni con i loro pesci pagliaccio: uno dei siti da snorkeling più belli del parco, accessibile senza attrezzatura da immersione.

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