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Il Cairo copto — che in arabo si chiama Masr al-Qadima, il Cairo vecchio — è il quartiere abitato senza interruzione più antico della città e uno dei luoghi religiosi più stratificati al mondo. Costruito dentro e intorno alle mura della fortezza romana di Babilonia (100 d.C. circa), conserva la maggiore concentrazione di chiese copte storiche d’Egitto, insieme a una sinagoga medievale, a una moschea delle origini e al Museo Copto: tutto in un’area di circa un chilometro quadrato, luogo di significato religioso da quasi duemila anni.
Il quartiere comprende la Chiesa Sospesa (al-Mu’allaqa), la chiesa dei Santi Sergio e Bacco (Abu Serga, la più antica del Cairo), la chiesa di Santa Barbara, quella greco-ortodossa di San Giorgio e la sinagoga Ben Ezra: si visitano tutte in un unico giro a piedi dentro il recinto. Le mura romane, il Museo Copto e la vicina Moschea di Amr ibn al-As — la prima costruita in Egitto dopo la conquista araba del 641 — completano un quartiere che è la registrazione fisica del passaggio dalla civiltà romana a quella cristiana e poi islamica.
Il Cairo copto è insieme un quartiere religioso attivo e un sito storico: le chiese sono luoghi di culto in funzione, con funzioni regolari, e le strade intorno conservano una vita residenziale e commerciale poco toccata dal turismo che domina il vicino Cairo islamico. Una visita al mattino presto, soprattutto di domenica durante le funzioni copte, restituisce meglio di tutto il senso di comunità viva del quartiere.
La fortezza romana di Babilonia fu costruita intorno al 100 d.C. dall’imperatore Traiano sulla riva orientale del Nilo, a controllo del vertice del delta e del punto di attraversamento strategico fra Alto e Basso Egitto. Intorno alla fortezza si sviluppò un abitato civile che già nel terzo secolo aveva una comunità cristiana consistente: una delle prime comunità cristiane urbane al mondo fuori dalla Palestina.
La tradizione attribuisce a san Marco evangelista la fondazione della Chiesa copta ortodossa ad Alessandria, intorno al 42 d.C., e il cristianesimo si diffuse rapidamente in Egitto nel secondo e terzo secolo. L’insediamento fortificato di Babilonia offrì protezione fisica alla comunità cristiana durante le persecuzioni romane, e diverse chiese antiche dentro le mura risalgono a quel periodo.
La conquista araba dell’Egitto, nel 641, guidata dal generale Amr ibn al-As, cominciò proprio con l’assedio della fortezza di Babilonia. Dopo la conquista, Amr costruì accanto alla fortezza la prima moschea d’Egitto: sopravvive oggi, largamente ricostruita, come il più antico luogo di culto islamico del paese. La comunità copta continuò a vivere nell’area della fortezza, e le sue chiese e istituzioni furono progressivamente assorbite dalla città islamica in crescita, pur conservando un’identità religiosa e culturale distinta che dura fino a oggi.
La chiesa più celebre d’Egitto: una basilica del settimo secolo sospesa sopra la porta della fortezza romana, con iconostasi lignee straordinarie e il soffitto a ventinove riquadri intarsiato d’avorio.
La chiesa più antica del Cairo (quarto secolo), costruita sopra la grotta in cui la tradizione colloca il rifugio della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto, con la cripta in parte allagata ancora meta di pellegrinaggio.
La più grande collezione di arte cristiana copta al mondo: sedicimila oggetti in un edificio storico dentro le mura di Babilonia, nello stesso recinto delle chiese.
Una sinagoga medievale splendidamente restaurata: qui nel 1896 fu scoperta la Genizah del Cairo, uno dei più importanti ritrovamenti manoscritti dell’età moderna.
Tratti delle mura romane originali del 100 d.C. sono visibili in tutto il recinto: la base fisica su cui poggiano duemila anni di storia religiosa stratificata.
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