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Il Museo Greco-Romano di Alessandria è il museo più antico e più completo della città: fondato nel 1892, conserva una delle raccolte più importanti d’Egitto per il periodo ellenistico e romano. Dopo una lunga chiusura per un restauro profondo ha riaperto al pubblico con le sale rinnovate e allestimenti migliori, ed espone oltre quarantamila oggetti del periodo in cui Alessandria fu capitale dell’Egitto tolemaico e poi una delle grandi città dell’impero romano.
La collezione va dalla fondazione della città da parte di Alessandro Magno, nel 331 a.C., fino al tardo periodo romano e al primo bizantino, e comprende sculture, statuette di terracotta, monete, gioielli, papiri, mummie con tavolette-ritratto dipinte (i cosiddetti ritratti del Fayyum), vetri, oggetti d’uso e materiale religioso. La mescolanza di tradizioni artistiche egizie, greche e romane che si vede negli oggetti racconta il ruolo di Alessandria come crogiolo mediterraneo: una città dove si venerava Serapide — divinità inventata dai Tolomei per far incontrare la religione greca e quella egizia — accanto a Iside, Zeus e Horus.
Fra i pezzi più celebri ci sono proprio i ritratti del Fayyum — tavolette di legno dipinte inserite nelle bende delle mummie, con i volti di alessandrini benestanti in uno stile che unisce la convenzione funeraria egizia alla tecnica romana della pittura su tavola — e una notevole raccolta di tanagrine, che mostra tutta la gamma della coroplastica ellenistica.
Il museo fu fondato nel 1892 da Giuseppe Botti, egittologo italiano che ne fu il primo direttore, con oggetti recuperati dai cantieri edilizi che in quegli anni stavano rapidamente distruggendo quel che restava dell’Alessandria antica sotto la città moderna. L’edificio neoclassico, del 1895, fu costruito apposta per la collezione e riflette l’interesse scientifico internazionale per il patrimonio classico alessandrino tipico dell’egittologia di fine Ottocento.
La documentazione archeologica di Alessandria è stata gravemente compromessa dall’occupazione continua della città fin dall’antichità. A differenza di Luxor o di Saqqara, dove i resti antichi affiorano in aree a bassa densità moderna, la città antica di Alessandria è sepolta sotto cinque-otto metri di depositi, in una metropoli di oltre cinque milioni di abitanti. La formazione delle collezioni qui è sempre dipesa più dai ritrovamenti fortuiti nei cantieri che dallo scavo programmato.
Dal 2005 il museo è stato oggetto di un grande progetto di restauro che lo ha tenuto chiuso a lungo. La riapertura ha portato sale restaurate, illuminazione migliore, nuovi laboratori di conservazione e un allestimento riorganizzato per rendere più leggibile al pubblico la sintesi culturale alessandrina.
Tavolette di legno dipinte inserite nelle bende delle mummie, con i volti dei singoli alessandrini: la ritrattistica antica più realistica di qualunque cultura prima del Rinascimento.
Statue e busti di Serapide, la divinità greco-egizia creata dai Tolomei: l’invenzione religiosa sincretica che ha reso unica la cultura alessandrina.
Una grande raccolta di statuette ellenistiche in terracotta da Alessandria e dalla regione: gente comune, figure mitologiche e scene domestiche in miniatura.
Busti in marmo e in granito dei sovrani tolemaici, con la mescolanza sempre diversa di convenzioni ellenistiche e faraoniche nell’immagine del potere.
Packages travelling to Alessandria, where Museo Greco-Romano is located.
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