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La Moschea di al-Rifai sorge ai piedi della Cittadella del Cairo, esattamente di fronte alla trecentesca Moschea del Sultano Hassan, dall’altro lato di piazza Salah al-Din: insieme, i due edifici formano uno dei più begli accostamenti architettonici di qualunque città islamica. Completata nel 1912 dopo quarantatré anni di lavori a singhiozzo, al-Rifai nacque come mausoleo e moschea della famiglia reale egiziana e della casa chedivale, e oggi conserva le tombe del chedivè Ismail, di re Fuad I e di re Faruk — gli ultimi tre sovrani d’Egitto — oltre a quella di Mohammad Reza Pahlavi, ultimo scià di Persia, sepolto qui nel 1980 dopo essere morto in esilio al Cairo.
L’architettura è un grande esercizio di stile neo-mamelucco, pensato apposta per dialogare con il vicino medievale e insieme per dichiarare l’ambizione e la ricchezza dell’Egitto di inizio Novecento. L’esterno è rivestito di calcare chiaro con arabeschi intagliati, cornici a muqarnas e finestre ad arco acuto che citano il vocabolario mamelucco. L’interno è ricchissimo: pavimenti di marmo, soffitti dorati, nicchie di preghiera lavorate e le camere funerarie reali, la più grande delle quali è quella del chedivè Ismail.
La presenza della tomba dello scià dà ad al-Rifai una dimensione internazionale insolita: Mohammad Reza Pahlavi morì al Cairo dopo che numerosi paesi gli avevano negato asilo, e la sua sepoltura qui, su invito del presidente Sadat, resta un gesto di generosità diplomatica egiziana che continua a portare visitatori iraniani davanti alla tomba.
La moschea fu commissionata nel 1869 dalla principessa Khushyar Hanim, madre del chedivè Ismail, come mausoleo reale e come sostituzione di un precedente santuario dedicato al santo sufi Ahmad al-Rifai che sorgeva sullo stesso luogo. I lavori cominciarono nel 1869 ma furono interrotti più volte per difficoltà finanziarie, durante i regni successivi del chedivè Ismail, del chedivè Tewfik e del chedivè Abbas Helmi II, e furono completati sotto la direzione dell’architetto Max Herz Bey nel 1912.
Il completamento coincise con la trasformazione del tessuto medievale del Cairo secondo criteri urbanistici di ispirazione europea, e la grande facciata neo-mamelucca doveva dare alla piazza ai piedi della Cittadella un carattere architettonico degno del centro storico di una capitale moderna. La collaborazione fra architetti egiziani ed europei riflette bene il carattere cosmopolita della corte chedivale.
Re Faruk, ultimo re d’Egitto, deposto dalla rivoluzione del 1952, era stato sepolto in Italia. I suoi resti furono riportati in Egitto nel 1965 e tumulati ad al-Rifai: una riconciliazione postuma fra la monarchia e la repubblica. Lo scià di Persia, Mohammad Reza Pahlavi, ottenne rifugio dal presidente Sadat dopo essere stato espulso dall’Iran e respinto dai paesi occidentali; morì al Cairo nel luglio del 1980 e fu sepolto ad al-Rifai con gli onori di stato.
Le camere decorate che accolgono gli ultimi sovrani d’Egitto — il chedivè Ismail, re Fuad I e re Faruk — e lo scià di Persia, visitabili negli orari di apertura.
La sala di preghiera, con pavimenti di marmo, soffitti dorati e mihrab intagliati nel calcare, è il punto più alto del revival islamico egiziano di inizio Novecento.
Dai gradini d’ingresso, lo sguardo attraversa piazza Salah al-Din fino alla trecentesca Moschea del Sultano Hassan: uno dei confronti architettonici più impressionanti del Cairo islamico.
Packages travelling to Il Cairo, where Moschea di al-Rifai is located.
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